In questa nuova puntata del podcast di Farmaconsulenze abbiamo intervistato Rachele Lucci, farmacista, biologa nutrizionista, coach e ideatrice del Metodo Neuro Coaching Nutrizionale. Un’occasione per scoprire un metodo innovativo che unisce scienza, consapevolezza e tecniche di coaching per trasformare il rapporto con il cibo e ritrovare un equilibrio duraturo.
Nel panorama sempre più ampio della nutrizione, emerge un approccio innovativo che integra scienza, coaching e benessere olistico: il Metodo Neuro Coaching Nutrizionale. In questa intervista, Rachele Lucci ci racconta come nasce e come funziona il suo metodo personalizzato per migliorare il rapporto con il cibo e con sé stessi.
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Un metodo che nasce da un’esperienza personale e professionale
Il Metodo Neuro Coaching Nutrizionale è frutto di un percorso profondo, nato dall’unione tra l’esperienza personale e quella professionale di Rachele Lucci. Dopo una lunga carriera come farmacista, Rachele ha sentito l’esigenza di ampliare le sue conoscenze e competenze per comprendere meglio l’impatto della nutrizione sulla salute e sul benessere delle persone. Ha quindi intrapreso un nuovo percorso formativo diventando biologa nutrizionista, unendo la solida base scientifica della sua professione sanitaria con una passione crescente per il benessere psicofisico.
Nel corso della sua formazione, Rachele ha approfondito diversi ambiti: lo studio dei disturbi del comportamento alimentare, che l’ha portata a comprendere meglio la complessità delle relazioni tra cibo, mente ed emozioni; la bioterapia nutrizionale, che mira a sfruttare le proprietà biologiche degli alimenti per ripristinare l’equilibrio metabolico; e le diete chetogeniche, strategie nutrizionali sempre più utilizzate per il dimagrimento, la salute metabolica e il controllo dell’infiammazione. Inoltre, Rachele ha integrato nella sua formazione anche le competenze di coaching, strumento fondamentale per guidare le persone nel raggiungimento dei propri obiettivi.
L’idea centrale del metodo è quella di creare un approccio integrato, capace di unire tre pilastri fondamentali:
- Scienza: una base solida, razionale e clinica, derivata dalla sua esperienza nelle professioni sanitarie e dalla conoscenza approfondita del funzionamento del corpo umano.
- Benessere olistico: una visione ampia che non si limita alla sola dieta, ma considera la persona nella sua globalità, unendo mente e corpo in un percorso di equilibrio e armonia.
- Tecniche di coaching: un insieme di strumenti pratici e motivazionali, pensati per supportare il cambiamento comportamentale, superare eventuali blocchi e guidare il paziente verso il raggiungimento di obiettivi concreti e sostenibili nel tempo.
“È un metodo a 360 gradi sulla nutrizione” spiega Rachele, “un percorso che non si ferma alla semplice prescrizione di un regime alimentare, ma che mira a trasformare il rapporto con il cibo, accompagnando la persona in un processo di crescita interiore e di autoconsapevolezza. La nutrizione non è solo una questione di calorie, ma è un mezzo potente per ritrovare salute, energia e soprattutto benessere emotivo”.

Il limite dei percorsi tradizionali: una questione di consapevolezza
L’ispirazione per creare il metodo è nata anche da un’esperienza personale. Rachele racconta come, sin dall’adolescenza, abbia affrontato numerosi percorsi dietetici senza mai sentirsi veramente supportata. Spesso, infatti, i percorsi tradizionali si basano su protocolli standardizzati che non tengono conto del mondo emotivo e delle dinamiche personali del paziente.
“Nella maggior parte dei casi, ti danno una dieta prestabilita, ti pesano, ma non si entra mai in relazione con il mondo personale della persona,” afferma. Il risultato è che molte persone abbandonano il percorso perché percepiscono la dieta come una privazione piuttosto che come un percorso di salute.
Il Metodo Neuro Coaching Nutrizionale nasce quindi per rispondere a questa esigenza: affrontare il cambiamento non solo dal punto di vista alimentare, ma lavorare anche sugli aspetti emotivi e comportamentali legati al cibo.
Come funziona il Metodo Neuro Coaching Nutrizionale?
Ogni percorso inizia con un incontro conoscitivo. Questo primo momento è fondamentale per instaurare un dialogo aperto e autentico tra il professionista e il paziente. Non si tratta solo di raccogliere informazioni, ma di creare un clima di fiducia e di ascolto reciproco, necessario per poter lavorare insieme con efficacia. “Non sempre il professionista è adatto alla persona, e viceversa,” precisa Rachele, sottolineando l’importanza di una connessione autentica e di una sintonia che vada oltre il semplice rapporto professionale.
Una volta stabilita questa connessione di fiducia, si procede con una vera e propria fotografia della situazione attuale del paziente. A questo scopo, viene utilizzata la Ruota della Nutrizione, uno strumento di coaching efficace e intuitivo che permette di analizzare in modo visivo e immediato lo stato della persona. Attraverso questa metodologia, vengono esplorati tutti gli ambiti della vita che influenzano direttamente o indirettamente il rapporto con il cibo e la nutrizione:
- Consapevolezza delle abitudini alimentari: come, cosa e perché si mangia nella quotidianità.
- Rapporto con il corpo: percezione di sé, autostima e accettazione del proprio aspetto fisico.
- Stile di vita e relazioni emotive con il cibo: il ruolo delle emozioni, dello stress e delle dinamiche relazionali nella scelta degli alimenti.
- Blocchi emotivi e comportamentali: ostacoli radicati che limitano il cambiamento e il miglioramento delle proprie abitudini.
Questa fase di analisi offre una visione completa e personalizzata della situazione attuale, permettendo di identificare le aree di intervento su cui focalizzarsi per costruire un percorso su misura.
In base ai risultati ottenuti e alle esigenze specifiche emerse, Rachele elabora un percorso personalizzato (tailor-made), flessibile e adattabile, che comprende 4 step:
- Anamnesi nutrizionale: un’analisi approfondita delle abitudini, delle scelte passate e della storia alimentare del paziente, per comprendere appieno il punto di partenza.
- Strategie di coaching: definizione di obiettivi chiari, realistici e raggiungibili, suddivisi in step progressivi per mantenere la motivazione alta e rendere il percorso sostenibile nel tempo.
- Piano nutrizionale su misura: elaborazione di un piano alimentare personalizzato, che può spaziare dai protocolli chetogenici all’alimentazione funzionale, con un approccio sempre mirato al benessere generale e affiancato da un counseling nutrizionale continuo.
- Mindful Eating: tecniche di mindfulness applicate alla nutrizione, pensate per sviluppare una maggiore consapevolezza nella scelta, nella preparazione e nel consumo del cibo. Imparare a gustare e assaporare ogni boccone, infatti, aiuta non solo a migliorare il rapporto con il cibo, ma anche a riconoscere i segnali di fame e sazietà, evitando eccessi o comportamenti disfunzionali.
Attraverso questo approccio strutturato e integrato, il Metodo Neuro Coaching Nutrizionale non solo accompagna la persona verso un miglioramento delle abitudini alimentari, ma favorisce anche una trasformazione interiore che porta a un equilibrio più profondo e duraturo, sia sul piano fisico che su quello emotivo.

Consapevolezza: la chiave per il cambiamento
La consapevolezza è un concetto chiave nel metodo di Rachele Lucci. Per trasformare in modo efficace e duraturo il proprio rapporto con il cibo, è fondamentale partire dal riconoscimento delle vere motivazioni che ci spingono a mangiare. Questo processo permette di distinguere tra la fame fisica, che nasce da un reale bisogno del corpo, e la fame emotiva, spesso legata a stress, noia o altre emozioni.
Ad esempio, molte persone si ritrovano a mangiare in modo automatico e impulsivo per sfogare lo stress, la noia o un senso di vuoto, piuttosto che per rispondere a una reale necessità fisiologica. Questo comportamento, se non affrontato con consapevolezza, rischia di creare un circolo vizioso difficile da interrompere. Rachele propone una strategia pratica e accessibile a tutti per gestire questi momenti di “fame emotiva”:
- Fermarsi per un momento e fare tre respiri profondi. Questo semplice gesto aiuta a interrompere l’impulso immediato e a creare uno spazio di riflessione.
- Chiedersi con sincerità: “Ho davvero fame o è una risposta emotiva?”. Porsi questa domanda stimola un’autoanalisi che porta a una maggiore chiarezza.
- Identificare l’emozione predominante che si sta provando (ad esempio tristezza, nervosismo, ansia o noia) e scriverla. Riconoscere e dare un nome all’emozione riduce la sua intensità e la rende più gestibile.
Scrivere pensieri ed emozioni su un foglio o nelle note del telefono è un esercizio semplice ma estremamente potente. Questa pratica aiuta a dare consapevolezza ai propri comportamenti, registrando in modo chiaro le risposte spesso inconsce del cervello che guidano le nostre scelte alimentari. Annotare ciò che si prova in quei momenti permette non solo di individuare i pattern ricorrenti, ma anche di iniziare a lavorare su strategie alternative per affrontare le emozioni senza ricorrere al cibo.
Grazie a questa tecnica, il paziente impara gradualmente a riconoscere e gestire gli stimoli emotivi, acquisendo un senso di controllo e di maggiore connessione con sé stesso. La consapevolezza, quindi, diventa uno strumento fondamentale per riconquistare equilibrio e serenità nel rapporto con il cibo.
Campanelli d’allarme: quand’è il momento di iniziare un percorso?
Rachele individua alcuni segnali che indicano la necessità di un percorso di questo tipo:
- Persone che hanno fatto tante diete senza successo.
- Persone che vivono un rapporto conflittuale con il cibo.
- Persone che vogliono migliorare la propria salute e longevità.
Il metodo non è destinato solo a chi ha problemi di peso, ma anche a chi desidera raggiungere un equilibrio duraturo e sano con il cibo e lo stile di vita.
“Il cibo è la nostra prima medicina, come diceva Ippocrate,” ricorda Rachele. Comprendere questo concetto permette di vivere la dieta non come una privazione, ma come uno strumento per prendersi cura di sé stessi.

Periodi di festa: come vivere il cibo con serenità
I periodi festivi, come il Natale, sono spesso visti con un misto di entusiasmo e timore, soprattutto per chi ha a cuore la propria alimentazione. Le occasioni di convivialità, ricche di cibo e tradizione, rischiano di trasformarsi in fonte di stress e sensi di colpa per le inevitabili abbuffate. Rachele, però, invita a cambiare prospettiva, suggerendo di vivere il cibo come una fonte di gioia e connessione con le persone care. “Il Natale è tradizione, cultura, famiglia, e il cibo ne fa parte. L’importante è godere di questi momenti con serenità, imparando a dosare e ascoltarsi, senza lasciarsi sopraffare dagli eccessi e soprattutto senza cadere nei sensi di colpa”.
Privarsi completamente delle gioie della tavola o isolarsi durante queste occasioni è controproducente, sia sul piano fisico che su quello emotivo. Le feste dovrebbero essere un momento di condivisione e felicità, e il cibo può essere vissuto come un elemento di equilibrio, piuttosto che come un nemico. Un approccio basato sulla moderazione e sulla consapevolezza permette di assaporare ogni piatto con piacere, senza eccedere, e di sentirsi comunque in sintonia con i propri obiettivi di benessere.
Da gennaio, invece, è possibile riprendere il controllo e ripartire con un percorso più strutturato. Rachele consiglia metodi equilibrati e personalizzati, come un periodo di detox per alleggerire l’organismo e ritrovare l’energia, oppure piani nutrizionali mirati che rispettano le esigenze individuali di ciascuno. Questi percorsi, costruiti su misura, permettono di riportare l’equilibrio nella propria alimentazione senza inutili restrizioni o approcci drastici, puntando su un recupero graduale e sostenibile del benessere psicofisico.
Vivere il cibo con serenità, dunque, significa accogliere le occasioni speciali con un atteggiamento positivo e bilanciato, ricordando che ciò che conta è la capacità di ritrovare un ritmo sano e adatto alle proprie necessità subito dopo.
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