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Trekking: divertimento e salute. Le 4 ragioni per cui praticarlo

Le camminate all’aria aperta, specie in montagna o sulle colline, riducono il rischio di malattie cardiovascolari, ci aiutano a stare in forma, e migliorano l’umore

L’attività fisica, come il trekking, ormai è cosa nota, fa bene alla salute psico fisica e allontana dal rischio di ammalarsi delle patologie più diverse. Secondo una ricerca condotta dall’Harvard Alumni Health Study su un campione di 63.591 intervistati all’Health Survey for England and Scottish Health Survey, il rischio di mortalità per tutte le cause era di circa il 30% inferiore negli adulti attivi, rispetto a quelli inattivi, inclusi gli intervistati “guerrieri del fine settimana”, che hanno svolto la quantità raccomandata di 150 minuti di attività moderata, o 75 minuti di attività vigorosa da 1 o 2 sessioni a settimana.

Questa analisi dimostra che il cosiddetto ‘guerriero del fine settimana’ e altri modelli di attività fisica per il tempo libero, come la camminata, possono essere sufficienti per ridurre i rischi per tutte le cause, patologie cardiovascolari e mortalità per cancro, indipendentemente dall’adesione alle linee guida prevalenti sull’attività fisica.

Il trekking come elisir di lunga vita

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che le persone di età compresa tra 18 e 64 anni debbano svolgere almeno 150 minuti ogni settimana di attività aerobica di intensità moderata, almeno 75 minuti a settimana di attività aerobica di intensità vigorosa o combinazioni equivalenti. La ricerca, in generale, dimostra che il rischio di morte di chi fa attività fisica nel fine settimana diminuisce rispetto a chi conduce uno stile di vita sedentario. Quindi, quale migliore e più semplice attività fisica di una sana camminata all’aria aperta, magari in mezzo al verde delle montagne, per garantirci un benessere duraturo?

Trekking in pianura

I benefici del trekking

Stimola i muscoli, in particolare quelli di glutei, addome e gambe, ma non si tratta di vantaggi solo di natura estetica. Camminare all’aria aperta aiuta a prevenire le malattie stagionali, può aiutare ad anticipare alcuni disagi alla circolazione sanguigna, e portare importanti benefici a livello psicologico, senza contare i vantaggi per il sistema respiratorio.

Trekking e polmoni

Praticare trekking allena i polmoni, che riescono meglio ad espandersi. I muscoli preposti alla respirazione si “addestrano” e diventano più forti e resistenti. La funzione respiratoria, grazie ad un aumento conseguente della frequenza e dell’ampiezza degli atti respiratori, ne risulta fortemente rinforzata, con una migliore ossigenazione del corpo.  

Trekking e circolazione del sangue

L’apparato che beneficia maggiormente di questa attività è quello cardiocircolatorio. Sottoposte a uno sforzo non intenso ma prolungato come quello derivante dal trekking, infatti, le pareti cardiache si ingrossano e si rafforzano. Ciò produce un aumento della quantità di sangue pompato a ogni battito del tuo muscolo cardiaco, che ne esce rinforzato, e una conseguente riduzione del suo logorio e della frequenza cardiaca. In altre parole, vengono ottimizzate le preziose funzioni svolte dal cuore. Praticando trekking, i vasi sanguigni si sviluppano: si assiste ad un aumento della loro elasticità, con la conseguenza che la pressione tende ad abbassarsi.

Ci si ammala di meno

Tra i benefici del trekking, non possiamo dimenticare anche la prevenzione delle malattie da raffreddamento. Con l’arrivo dell’inverno, come ogni anno, si deve fare i conti con queste classiche malattie stagionali. Camminare a ritmo sostenuto può essere utile anche in questa battaglia: tale pratica sportiva, infatti, è in grado di rafforzare il sistema immunitario, e di sviluppare le capacità di termoregolazione, soprattutto se si è ancora in giovane età. 

Trekking nella natura

Il trekking migliora l’umore

Basta stress e ansia, camminando all’aria aperta. Questo sport rappresenta anche una valida valvola di sfogo, che permette di allentare con successo le tensioni di ogni giorno.

Innanzitutto, il solo fatto di praticarlo a contatto con la natura porta a più intense sensazioni di vitalità rispetto alle attività fisiche svolte al chiuso. Agli effetti benefici del contatto con la natura si aggiungono quelli dell’attività fisica, che di per sé porta l’organismo a produrre endorfina e serotonina, spesso definiti “ormoni della felicità”. Gli effetti? Riduzione di stress, ansia e stati di depressione, oltre a un accresciuto stimolo a dedicarsi con maggior frequenza all’esercizio fisico.

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Redazione

Foto: Pexels

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