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15 nuovi geoparchi sono stati istituiti dall’Unesco per incrementare la geodiversità e lo sviluppo sostenibile nel mondo

Lo scopo della creazione di un geoparco è quello di preservare e sostenere la geodiversità dell’area, creando un’interazione attiva con le comunità locali e dunque creando una collaborazione a sviluppo sostenibile. 

L’Unesco ha deciso di crearne altri 15  nel mondo, per la prima volta in Nicaragua, Federazione Russa e Serbia. Gli altri Paesi che ospitano i nuovi geoparchi sono: il Canada, la Cina, la Spagna, la Finlandia, l’Indonesia,il Portogallo, la Corea, la Gran Bretagna e il Vietnam. In totale, ad oggi, ammontano dunque a 161 in 44 Paesi i siti Risorsa mondiale dei geoparchi.

Tali aree, oltre ad avere un altissimo valore geologico, sono considerate laboratori in cui si promuove la gestione del patrimonio della Terra e la sostenibilità delle comunità locali con un approccio olistico.

La rete dei geoparchi mondiali è tutelata dall’Unesco insieme ai siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità ed alle Riserve della biosfera.

Attualmente l’Italia vanta 9 Geoparchi tutelati Unesco:

 

Geoparco Rocca di Cerere

Geoparco Rocca di Cerere

Rocca di Cerere: si trova nella zona centrale della Sicilia, nella provincia di Enna, ed è situato su un altopiano di zolfo di gesso con picchi di arenaria. Dal punto di vista geologico, il geoparco è caratterizzato da una grande varietà ed è particolarmente interessante per i depositi di gesso e solfuro lasciati circa 5/6 milioni di anni fa probabilmente a seguito della crisi di salinità messinese, quando il Mediterraneo si prosciugò a causa di un lungo periodo di clima particolarmente secco e si chiuse il collegamento con l’oceano attraverso il poco profondo Stretto di Gibilterra. Nella zona sono presenti miniere abbandonate e il Parco Minerario di Floristella-Grottacalda è uno dei siti di archeologia industriale più significativi del sud Italia.

 

 

Geoparco Madonie

Geoparco Madonie

Madonie: si trova anch’esso in Sicilia, la maggior parte nella provincia di Palermo, in un contesto paesaggistico particolarmente interessante dal punto di vista geologico e geomorfologico. Il Geoparco rappresenta quasi tutti gli aspetti della geologia siciliana, con una storia molto complessa iniziata oltre 220 milioni di anni fa.Le caratteristiche geologiche unite ai processi morfo-dinamici in corso e la posizione nella Sicilia centrale rendono il Geoparco un’area fondamentale per la conoscenza e la ricostruzione della storia geologica della Catena Appenninico-Maghrebide e del Mediterraneo centrale. Per questo le Madonie, che contengono sette tipi di formazioni geologiche e più di quaranta geositi, rappresentano tuttora un’area eccezionale di studio per gli ambiti di scienze e storia naturale, ma anche per quanto riguarda i rischi geologici, grazie ai movimenti tettonici più recenti.Il geoparco protegge un patrimonio naturale molto raro e prezioso in un’area abbastanza piccola che contiene una flora molto evoluta, presente anche in Egitto, Tunisia e Algeria, e alcune specie uniche al mondo. I paesaggi sono affascinanti, con numerose sorgenti e grotte, e sono luoghi di studio per i tre Centri di Educazione e Interpretazione Ambientale che svolgono attività pedagogiche per studenti e adulti. Sono presenti 300 km di sentieri che includono sentieri urbani geologici, musei, attività sportive e didattiche.

 

 

Geoparco Adamello di Brenta

Geoparco Adamello di Brenta

Adamello Brenta: si trova nelle Alpi Retiche, il settore italiano delle Alpi centro-meridionali, nel Trentino occidentale, e rappresenta la zona strategica per comprendere la storia geologica delle Alpi, essendo caratterizzata da una notevole geodiversità grazie alla presenza di due massicci, l’Adamello e il Brenta, molto diversi dal punto di vista geologico e morfologico. Il territorio è caratterizzato da unità geologiche che testimoniano la lunga e complessa evoluzione geologica iniziata nel Basso Paleozoico (circa 400-500 milioni di anni fa) e i suoi paesaggi mostrano sia la morfogenesi glaciale che ha rimodellato l’area sia i fenomeni carsici delle Dolomiti, in superficie e in profondità. La geodiversità del territorio è legata anche alla biodiversità, rappresentata da oltre 1400 specie floreali e pressoché tutte le specie della fauna alpina.Il Geoparco comprende l’intero territorio del Parco Naturale Adamello Brenta, l’area protetta più grande del Trentino e una delle più ampie delle Alpi, che comprende 38 Comuni.

 

 

Geoparco Cilento

Geoparco Cilento

Cilento Vallo di Diano: si trova in provincia di Salerno, in Campania, e copre l’intero territorio dell’omonimo Parco Nazionale, dalla costa tirrenica fino alle montagne lucane. L’area appartiene alla catena degli Appennini meridionali, nata a seguito dell’interazione tra la placca europea e quella africana ed è caratterizzata da rocce sedimentarie, sia carbonatiche che clastiche, e da unità litostratigrafiche a forma di falda raggruppate in unità sia interne che esterne, secondo la posizione originale prima della deformazione tettonica. Le dolomiti e i depositi marittimi del Mesozoico e le torbiditi del Miocene rappresentano la chiave per comprendere l’evoluzione del Mediterraneo centrale. Nel territorio il patrimonio geologico è strettamente collegato alla natura e al patrimonio culturale, basti ricordare che il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con il sito archeologico di Paestum e Velia e la Certosa di Padula è stato riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e che la Dieta Mediterranea, profondamente legata alla zona, è stata inserita nella lista dei beni del Patrimonio Immateriale.

 

 

Geoparco Toscana

Geoparco Toscana

Parco minerario toscano: si trova nelle Colline Metallifere, tra la provincia di Grosseto e quella di Livorno, in Toscana. La formazione della catena degli Appennini provocò nella Toscana meridionale la traslazione e la sovrapposizione di unità tettoniche di diverse sedimentazioni e aree paleogeografiche, dando luogo alla composizione di minerali che sin dai tempi remoti sono stati sfruttati per la produzione di piombo, zinco, rame, argento, ferro, pirite, lignite. Le attività minerarie iniziarono nel medioevo e proseguirono fino alla fine del 20 secolo, quando furono chiuse le ultime miniere. La visita del geoparco offre la possibilità di vedere sorgenti termali, getti di gas e vapore, piscine termali che negli ultimi 200 anni sono stati usati per la produzione di boro ed elettricità. Inoltre è possibile vedere rocce causate da antiche frane sottomarine, testimonianza di un antico oceano (250 milioni di anni fa) e bei fossili del Cretaceo (150 milioni di anni fa).

 

 

Alpi Apuane

Alpi Apuane

Alpi Apuane: si trova nella Toscana nord-occidentale e comprende l’intero territorio dell’omonimo Parco Regionale. Le Alpi Apuane sono un affascinante complesso orografico (con altitudini che vanno dai 1947 m del Monte Pisanino ai 45 m del fiume Frigido, vicino Massa) conosciuto in tutto il mondo per i marmi, gli abissi e le grotte carsiche. Il patrimonio geologico è rappresentato da una finestra tettonica al centro del crinale delle Apuane, che mostra le più antiche unità geologiche della catena appenninica appartenenti al Paleozoico (circa 500 milioni di anni fa). Si tratta della finestra tettonica più importante degli Appennini settentrionali. Le Alpi Apuane sono famose per i marmi (quello di Carrara è conosciuto in tutto il mondo e le cave più antiche risalgono all’epoca degli Etruschi, VI secolo a.C.), i cui marmi furono utilizzati dagli artisti più importanti del Rinascimento (tra i quali Donatello e Michelangelo). Il territorio del Geoparco comprende 20 Comuni e include il sistema di caverne dell’Antro del Corchia e l’Equi Terme Park, due geositi turistici con miniere di mercurio, cave sotterranee, musei, percorsi speleologici, siti paleontologici e sorgenti termali.

 

 

Geoparco Sesia

Geoparco Sesia

Sesia-Val Grande: si trova nel Piemonte nordorientale tra la Val d’Aosta, il Monte Rosa, la Svizzera, il Lago Maggiore e la Pianura Padana, e si estende su un territorio che comprende 4 province (Verbano Cusio Ossola, Biella, Novara e Vercelli) un parco nazionale (Val Grande) e due parchi regionali (Alta Valsesia e Monte Fenera). Il territorio del Geoparco, con altitudini che vanno dai 190 m del Lago Maggiore ai 4.554 m di Picco Gnifetti, è un importante riferimento per rappresentare la crosta continentale, costituita da diverse associazioni di rocce della crosta più profonda, della media e della superiore, venute in superficie a seguito della collisione tra l’Africa e l’Europa, avvenuta nel corso degli ultimi 100 milioni di anni e che ha determinato l’orogenesi alpina. Nell’area del confine tra i due continenti, la linea insubrica, l’eruzione del supervulcano del Sesia, circa 280 milioni di anni fa, formò una grandissima caldera, ancora visibile. Il Geoparco offre la possibilità di osservare anche gli effetti del cambiamento climatico testimoniato dalla geomorfologia del Pleistocene, dal recente regredire dei ghiacciai e dagli esempi di insediamenti umani del Paleolotico.

 

 

Geoparco Pollino

Geoparco Pollino

Pollino: si trova nell’Italia Meridionale, tra il Mar Ionio e il Mar Tirreno, e comprende alcuni importanti massicci montuosi, tra i quali il Massiccio del Pollino, la cui vetta Serra Dolcedorme, alta 2267 m, è il punto più altro degli Appennini Meridionali e l’unico in Italia dal quale si possono ammirare tre mari: lo Ionio, l’Adriatico e il Tirreno. L’area del Pollino riveste una notevole importanza dal punto di vista geologico poiché rappresenta la chiave per comprendere la relazione strutturale tra l’Arco Calabro-Peloritano e gli Appennini Meridionali, identificandosi la Faglia Sanguineto come punto di contatto. Il Geoparco, che comprende 56 Comuni (di cui 24 in Basilicata e 32 in Calabria) e una popolazione di oltre 150 mila abitanti, per molti anni è stato impegnato nella sensibilizzazione delle comunità locali verso la protezione e il rilancio degli aspetti geologici ed ambientali.

 

 

Geoparco Sardegna

Geoparco Sardegna

Geominiere della Sardegna:  preservano una storia geologica che risale a più di 500 milioni di anni fa e testimoniano una grande varietà di eventi che si sono sviluppati tra il Paleozoico e il Quaternario. La storia geologica della Sardegna è diversa da quella della penisola italiana ed ha generato depositi di minerali di diversi tipi e origini già conosciuti nei millenni, di cui sono testimonianza le numerose miniere archeologiche.Grazie al clima e alla posizione geografica, nell’area ci sono diversi ambienti e paesaggi caratterizzati da vegetazione mediterranea e da una fauna ricca di specie endemiche. Il Parco Geominerario della Sardegna, che si estende in tutta l’isola e copre 377 Comuni, con oltre 1 milione e seicentomila abitanti, veicola i valori e gli strumenti per la protezione del patrimonio culturale, costituito dal contesto e dalle tecniche geologiche, dall’archeologia industriale, dalla documentazione del lavoro nelle miniere e dagli insediamenti, le tradizioni, le conoscenze e gli eventi legati all’attività mineraria.

 

 

Redazione

Fonte: Ansa

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