Carne sintetica, 3 quesiti a cui rispondere

Le biotecnologie fanno passi da gigante: arriva la carne sintetica

Carne sintetica: ne avete mai sentito parlare? Vi incuriosisce o preferite l’alimento tradizionale? Nel 1931 Winston Churchill aveva già immaginato un futuro senza allevamenti. Affermò: “Dovremmo lasciarci alle spalle l’assurdità di allevare un pollo intero per poi mangiarne solo il petto o le ali, facendo crescere separatamente solo queste parti in un mezzo appropriato”.

Cos’è la carne sintetica?

La carne sintetica non è carne vegetale ma è carne a tutti gli effetti, ottenuta tramite la creazione in vitro di cellule staminali. È quindi composta da fibre muscolari, grasso e altre cellule animali che sono state riprodotte e fatte crescere in laboratorio.
È molto meno esposta alla contaminazione da parassiti, infezioni virali e batteriche, micosi e probabilmente allo sviluppo di prioni. È “potenzialmente molto più efficiente e rispettosa dell’ambiente”, generando solo il 4% di emissioni di gas serra, riducendo il fabbisogno energetico fino al 45% e richiedendo solo il 2% della superficie.

Ad oggi però i costi di produzione sono troppo elevati. Chi già segue una dieta vegana o chi non vorrà rinunciare alla carne avrà interesse a consumare la carne sintetica? Inoltre le linee guida dell’OMS ci consigliano di evitare il più possibile i cibi ultra processati.

Non sappiamo ancora se e quando la carne sintetica sarà disponibile su larga scala, quello che sappiamo è che entro il 2050 per sfamare l’intera popolazione mondiale dovremo produrre il 70% di cibo in più con minori risorse disponibili.

Carne sintetica, opportunità per i vegetariani?

La carne sintetica è il risultato di raffinati processi di ricerca in biotecnologie, ed è ottenuta dalla creazione in vitro di cellule staminali, del sangue e della pelle. È composta, quindi, da fibre muscolari, grasso e altre cellule animali che sono state riprodotte e fatte crescere in laboratorio.

Essa è creata in laboratorio, e dunque considerabile come “pulita”, dai vegetariani per scelta etica, perché non prevede la macellazione degli animali. Non è, quindi, da confondere con la carne vegetale, chiamata fake-meat, che invece è ottenuta dalla lavorazione di elementi 100% vegetali. Quest’ultima, dunque, si classifica come surrogato vegetale con un profilo nutrizionale diverso.

Come si realizza la carne sintetica

La tecnologia utilizzata per la carne coltivata in laboratorio è quella usata nell’ambito della bioingegneria dei tessuti viventi, oggetto di studi nella medicina riabilitativa e potenzialmente utile per i trapianti e il trattamento di patologie muscolari. 

Gli “ingredienti” necessari per far crescere la carne in laboratorio sono: le cellule staminali, che non subiscono processo di invecchiamento e possono proliferare all’infinito; i mioblasti, che sono cellule precursori dei muscoli; gli scaffolds, che permettono alle cellule di crescere in maniera strutturata, e i bioreattori, delle macchine che ricreano i fattori ambientali necessari alla proliferazione delle cellule.

Attraverso questo processo i ricercatori sono riusciti a realizzare un prodotto incredibilmente simile alla carne animale, che tuttavia presenta alcune imperfezioni rispetto all’originale.

Gli studi messi a punto in questi ultimi tempi si concentrano prevalentemente sul perfezionamento di consistenza, colore e gusto. La carne sintetica da laboratorio, infatti, presenta meno fibre muscolari di quella animale, e un colorito meno acceso.

Carne sintetica, diversa dalla carne tradizionale

Carne sintetica in vitro: è una buona idea?

Alla base di questa sperimentazione sembra esserci la volontà di offrire un’alternativa a tutti coloro che sostengono l’ideale di un’alimentazione più responsabile senza, però, sconvolgere la propria dieta.

In questo senso, i vantaggi che l’introduzione della carne sintetica può comportare dal punto di vista etico e ambientale sono rilevanti.

Dal momento che la crescita in laboratorio è molto più rapida rispetto allo sviluppo naturale di un animale, produrre carne in vitro consentirebbe di soddisfare la domanda mondiale senza sconvolgere l’ecosistema. 

Rispetto alla carne tradizionale, quella sintetica sarebbe priva di OGM, ormoni artificiali e medicinali, sarebbe meno soggetta alle contaminazioni batteriche, e limiterebbe lo sviluppo di nuove infezioni virali.

Dal punto di vista ambientale, invece, la carne artificiale è sostenibile perché permette di ridurre le emissioni di Co2 del 70%, produce un risparmio del 50% di energia, dell’85% di consumo di acqua e del 99% del suolo coltivabile.

La carne sintetica si realizza in laboratorio

Carne sintetica, limiti e svantaggi

Il costo di produzione, al momento, non è da sottovalutare. Per il prototipo di hamburger sintetico presentato nel lontano 2013 i costi di produzione si aggiravano sui 300.000 dollari. Oggi le spese sono decisamente inferiori ma, comunque, ancora troppo alte per competere con i prezzi di mercato della carne tradizionale.

Un altro svantaggio riguarda la consistenza della carne in vitro, ancora ben lontana da quella soda e compatta a cui siamo abituati. Senza contare, inoltre, che attualmente la tecnologia utilizzata non permette di produrre tutte le varietà di carne animale consumate e utilizzate nelle nostre cucine. 

Infine, l’idea di mangiare un prodotto sintetico, nato in laboratorio, è una prospettiva che spaventa i più tradizionalisti. In ogni caso, potrebbe volerci ancora qualche anno prima che la carne coltivata diventi accessibile a tutti.

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Redazione

Fonte immagini: Freepik

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