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Diete, perché a volte non funzionano?

A volte troppo restrittive, esagerate o inadeguate: le diete non fanno sempre bene a mente e corpo. Ecco perché bisogna affidarsi a medici esperti

Diete sì o no? Più che di dieta ormai ci siamo abituati a parlare di corretto regime alimentare. Mettersi a dieta, nel senso della stretta rinuncia di alimenti che ci piacciono, può anche avere un effetto controproducente. Ecco 5 motivi per cui calibrare bene la scelta di uno stile alimentare.

Diete sì o no?

Metà della popolazione italiana sta seguendo una dieta dimagrante. Una vera e propria mania, che si sta diffondendo tra le persone di ogni età, mettendo a volte a rischio la salute. I dati parlano chiaro: negli ultimi vent’anni, la percentuale di persone colpite da un disturbo alimentare è più che raddoppiata: dal 3,5 al 7,8% della popolazione mondiale presenta questo tipo di disagio. Il tutto, in concomitanza con l’esplosione della passione per le diete.

E gli studi dimostrano chiaramente che regimi alimentari troppo rigidi o restrittivi non funzionano affatto e, anzi, a lungo andare rallentano il metabolismo. La cosiddetta e tanto amata dieta mediterranea, ricca di tutti gli alimenti e comprensiva di frutta e verdura in abbondanza, si conferma essere come l’alimentazione più equilibrata, ideale per ogni età e tipologia fisica.

Diete, meglio un rapporto sano con il cibo

Seguire una dieta alimentare restrittiva a lungo termine è veramente difficile: ai successi si alternano insuccessi e ricadute, tanto che spesso non si raggiungono, o almeno non a lungo, i risultati desiderati. Le ricerche dimostrano chiaramente che la stragrande maggioranza delle diete finisce, a lungo termine, con un fallimento.

Eppure, continuiamo a ricorrervi ossessivamente, in un ciclo senza fine di “rinunce” e di “rinunce alla rinuncia”, con il risultato di sentirsi sempre insoddisfatti e deprivati su tutti i fronti, quando il vero segreto sarebbe quello di trovare un sano equilibrio nell’alimentazione quotidiana.

Leggi il nostro articolo sulla struttura alimentare.

Il problema della dieta restrittiva

Il problema della dieta restrittiva non sta nella sua efficacia (se si mangia meno di ciò che si consuma, si perde peso), ma nella possibilità effettiva di metterla in pratica nel tempo.

Molti pensano che la difficoltà a seguire una dieta sia imputabile alla mancanza di volontà, per cui si colpevolizzano e si ripromettono di intraprendere un regime alimentare ferreo “da lunedì”, ma poi ogni piccolo sgarro porta alla demoralizzazione, a rinunciare e a rimandare sempre i buoni propositi.

Ma questi propositi sono poi così buoni? Perché le diete restrittive sono così difficili da portare avanti e, nella stragrande maggioranza dei casi, fallimentari, almeno a lungo termine? Il nodo problematico potrebbe essere non tanto nella volontà e diligenza di chi si mette a dieta, ma nella struttura e nelle conseguenze della dieta stessa.

Diete, la varietà premia più di ogni cosa

L’inganno e il cortocircuito delle diete restrittive

Il fatto che una dieta restrittiva possa risultare efficace nel breve periodo non fa che illuderci che sia effettivamente la soluzione al problema e ci precipita nel circolo vizioso di fallimenti-successi-fallimenti in cui molte persone rimangono incastrate a vita.

Il nostro rapporto con il cibo si basa, essenzialmente, sul piacere. Quando si instaura un braccio di ferro tra forza di volontà e ricerca del piacere, a lungo andare sarà sempre il piacere a prevalere.

Pensare di poter tenere a bada con l’autocontrollo e la razionalità il desiderio, il bisogno emotivo, la fame di gratificazione è frutto di un pregiudizio razionalista, ormai ampiamente confutato dalla ricerca scientifica ed estremamente dannoso. Per questo le diete che si basano su una eccessiva limitazione e restrizione, per esempio quelle in cui ci si vieta tutti i cibi più calorici, sono votate fin dall’inizio al fallimento. Quindi, se volete controllare il vostro peso in modo sano, ed essere in forma, impostate un rapporto diverso con il cibo, fatto di equilibrio tra piacere e rinuncia.

Leggi anche il nostro articolo ‘Fresca e preziosa: ecco la menta’

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