Elvis Presley

Elvis Presley, un mito che non conosce tramonto

Mito, icona, leggenda. Quante volte usiamo questi termini per definire le opere di artiste e artisti che in qualche modo hanno segnato un’epoca

Nel caso di Elvis Presley queste definizioni non rendono merito al personaggio in questione. Lui sì, è stato capace di alimentare una vera leggenda attorno a sé. “Elvis è vivo, siamo noi ad essere morti” diceva anni fa Bono, il frontman degli U2 riferendosi alla potenza creativa di un musicista che ancora oggi è seguito da milioni di fan innamorati.

Come testimoniano i pellegrinaggi a Graceland, la leggendaria tenuta di Memphis dove vanno ogni anno (almeno prima della pandemia) migliaia di appassionate e appassionati del King per rendere omaggio al musicista. Ma chi era Elvis Presley e perché è stato così importante per la storia del rock and roll?

Elvis Presley
Foto di Jamakassi su Unsplash

Elvis Presley, il Re

Elvis Presley nasce a Tupelo l’8 gennaio 1935. Capricorno, quindi testardo e orientato ai grandi successi. Sicuramente, toccato da una certa grazia quando si tratta di talento artistico. Nella musica moderna sono pochi i momenti di svolta.

Uno di questi è sicuramente l’apparizione sulla scena musicale di Elvis, detto The Pelvis, ovvero il bacino, a causa dei movimenti sensuali delle anche durante le sue esibizioni. Oggi non farebbe certo scandalo, ma nell’America puritana degli anni ’50, dove il problema razziale era assolutamente centrale, quel ragazzo bianco, dalla voce e dallo stile black, che alludeva al sesso nelle sue canzoni provocò un vero terremoto culturale.

Elvis Presley, il corpo

Ed ecco il primo punto della rivoluzione Presley: l’uso smaccato del corpo considerato come mezzo di espressione totale ma anche come oggetto del desiderio. Un pattern che sarebbe poi stato ripetuto altre volte ancora nella storia del rock da Rolling Stones ai Doors, fino alle rock band di oggi.

Elvis Presley, la capacità di essere mito

Elvis Presley non è stato solo un cantante talentuoso, dalla voce morbida e vellutata, ma è stato soprattutto un mito. Ben conscio di esserlo. La sua è sempre stata una vita bigger than life, più grande della vita stessa. Venivano stampati addirittura i libri di ricette à la Presley, tutte goduriose ed esagerate. Indossava costumi sgargianti e vistosi, non rinunciava al lusso e agli stravizi (cibo, alcol, droga che poi gli sarebbero risultati fatali).

Migliaia di fan nel mondo ancora oggi si travestono da Elvis per essere un po’ più vicini al loro idolo.

Fan di ogni tipo. Anche altri grandi musicisti come Larry Mullen jr. batterista degli U2. Che è riuscito addirittura a salire sull’Harley Davidson di Elvis.

Carlo Verdone e i Commitments

Esilarante in tal senso è l’esibizione di Carlo Verdone che in Gallo Cedrone sostiene di essere «er fijo naturale de Elvis Presley». In un altro cult movie, The Commitments, diretto dal compianto Alan Parker, il padre del protagonista, un ultra proletario dublinese tutto casa e pub, porta i capelli come la sua icona, il cui ritratto è in bella mostra vicino a quello del Papa. Non solo, ma aggredisce verbalmente tutti coloro che osano parlar male del suo Dio.

La scena che segue è il divertente resoconto di una serata passata dal trombettista Joe Fagen con Elvis e il padre del King. Il quale, malauguratamente, rovina la tromba di Fagen. L’aneddoto viene ascoltato con occhi adoranti dal signor Rabbit.

Elvis Presley, un’artista a tutto tondo

Elvis è stato un gigante della musica. Basta solo dire che i 33 giri contenenti i brani rimasero ininterrottamente nella Top 10 di Billboard dal novembre 1958 al luglio 1964 e che in tutta la sua carriera ha venduto oltre un miliardo di dischi in tutto il mondo. Ma è stato anche un attore, protagonista di una trentina di film (dimenticabili), dal ’56 al ’69, che però divennero addirittura un genere a sé, alla stregua dei nostri musicarelli.

Una vita di eccessi

La sua vita è stata tormentata anche dal punto di vista sentimentale. Il matrimonio con Priscilla, la nascita dell’amatissima figlia Lisa Marie (poi sposa di Michael Jackson) furono solo due momenti di relativa serenità. Turbata dalle decine di relazioni extraconiugali per lo più con le sue partner di set e dalla depressione successiva al divorzio.

Elvis muore il 16 agosto 1977, con ogni probabilità per un arresto cardiaco dovuto a un’overdose di farmaci.

Ma se lo chiedete ai suoi fan vi risponderanno che non è mai successo. E che Elvis è ancora vivo e vegeto.

Francesca Fiorentino

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