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“Forza, umiltà e arte all’unisono”: questo era Ezio Bosso

La forza che è riservata a pochissimi, le cosiddette persone speciali.
Per chi ha avuto la fortuna di assistere ad un suo concerto, si ricorderà per sempre quell’aurea di splendore che riempiva l’ambiente circostante.

Uno dei ricordi che ci viene in mente è una bellissima trasmissione in esclusiva su Sky Arte HD ha visto il pianista e compositore Ezio Bosso esibirsi presso il Palazzo Zevallos – Gallerie d’Italia. Esibendosi in un live intimo, tra un brano e l’altro Bosso ha commentato il dipinto di Picasso, “Arlecchino allo specchio”, con una sua personale ed esclusiva interpretazione.

Ezio Bosso nasce a Torino il 13 settembre del 1971, ed oggi (15 maggio 2020)  con la sua morte a soli 48 anni, ci lascia un grande direttore di orchestra, pianista, compositore ed interprete.Dalla sua biografia si legge che a soli 4 anni si avvicinò alla musica e a soli 16 anni esordisce come solista in Francia iniziando a girare le orchestre europee.
Studia direzione d’Orchestra a Vienna… la sua storia è piena di esperienze vincenti ed emozionanti che vi invitiamo a leggere nella loro integrità sul sito ufficiale.

La sua ricerca sul concetto di musica empatica sono riconosciuti da pubblico e critica in tutto il mondo.

“The 12th Room” (La dodicesima stanza) è il primo disco (di 56 minuti) è composto da dodici brani, tra cui quattro inediti e sette di repertorio pianistico. “The 12th Room“, prodotto da Egea Music, rappresenta esattamente la scaletta dell’ultimo concerto di piano solo di Ezio Bosso.
Fab – Fondo Assistenza e Benessere ha scelto di essere parte attiva nella produzione del CD attraverso il progetto SBIM – Salute, Benessere in Musica, con il quale il Fondo sostiene iniziative in ambito artistico.

Raccontando la “The 12th Room” Ezio Bosso dichiara:
“Impari a seguire veramente solo quando ti perdi… Following è nato qualche tempo dopo la mia prima uscita “dalla stanza” e non l’ho mai inciso. È quello con cui ho ricominciato a scrivere musica dopo “l’incidente”. … Deriva dall’esperienza di perdersi per imparare a seguire. E anche del suo contrario, ovvero: “perdersi seguendo”. Ero nel giardino della casa dove sto molto d’estate, si trova nella campagna bolognese, le gambe mi avevano lasciato da poco e io ero seduto fuori con il mio amico Gheda. Un pezzo di famiglia anche lui. Mi sono perso guardando un uccello volare in alto, lontano, al limite del visibile. Ero lì con lui, lo seguivo. Seguivo quell’uccello ed entravo nel cielo, nei suoi colori, mi vedevo dall’alto. Seguendolo ho perso la mia condizione per un po’; il cielo cambiava colore verso l’arancione della sera estiva e io non mi ricordavo nemmeno più i problemi alle gambe. Senza farmi domande sul come o dove stesse andando, mi ero perso. Non è facile da spiegare come condizione, ma quando mi sono “svegliato” ho cominciato a ragionare sul fatto che per seguire bisogna perdersi. Perdere i pregiudizi, i problemi, le paure e imparare da ciò che vediamo, che sentiamo. Un po’ come in amore, perdi tutto il passato per seguire completamente. Seguire l’inaspettato. Per me, il miglior modo per conoscere una città è perdendosi. È così che ho incontrato, e amato, seguito la mia città d’adozione. Per questo vi auguro sempre di perdervi, per trovare. Per imparare a seguire”.

Nel 2011 subisce un intervento per l’asportazione di una neoplasia ed è anche colpito da una sindrome autoimmune. Le patologie non gli impediscono inizialmente di continuare a suonare, comporre e dirigere.
Successivamente, il peggioramento di una malattia neurodegenerativa, verificatasi lo costringe nel settembre 2019 alla cessazione dell’attività di pianista, avendo compromesso l’uso delle mani. Aveva disimparato a parlare e a suonare, ha dovuto riapprendere tutto. Ma non si è mai arreso, dimostrando una forza soprannaturale.

Sorvolare il cielo e riuscire a sentire tutto a portata di mano, così faceva sentire chi lo ascoltava, lo stesso cielo immenso che oggi lo ha accolto lasciando che la sua musica vibrasse per sempre…
Di seguito il video commemorativo in ricordo del maestro Ezio Bosso realizzato dalla sua orchestra: musicisti della Europe Philharmonic, l’orchestra fondata e diretta da Ezio Bosso:

Redazione

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