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Insetti commestibili, via libera dall’Ue. Sono già 1.900 le specie edibili

Si chiamano “larve di Tenebrio Molitor”, e stanno per essere introdotte nel menu della cucina europea.

Gli insetti rappresentano il futuro dell’alimentazione. Si calcola che nl 2050 la popolazione mondiale arrivi a toccare la cifra di 9 miliardi di persone, con 800 milioni di persone che soffrono la fame già oggi. Le risorse alimentari potrebbero essere ancor meno sufficienti, con meno terre coltivabili a disposizione, inquinamento delle acque, deforestazioni provocate dal pascolo e surriscaldamento del clima globale.

Da queste considerazioni e constatazioni, alcuni anni fa hanno mosso i primi passi le ipotesi dell’utilizzo di questi piccoli animali nella dieta della popolazione mondiale: già parte dell’alimentazione delle popolazioni dei continenti asiatico e africano, e di alcune parti di quello americano, gli insetti stanno per entrare anche nella dieta del vecchio continente.

Ma quali sono le caratteristiche nutrizionali di questi alimenti? Lo abbiamo chiesto a Francesco Francini, nutrizionista Università di Padova

Come far fronte alle nuove necessità? Con gli insetti

Sono una delle possibili risposte che, da qualche tempo, circola fra gli esperti alimentaristi e nutrizionisti di tutto il mondo. Al di là delle riflessioni sulla food equity e lo spreco alimentare, secondo la FAO più di 2 miliardi di persone fanno già uso di queste specie animali per fini alimentari, e le specie commestibili in commercio sono oltre 1.900.

Insetti nell’alimentazione

L’Unione europea si esprime sugli insetti

L’Europa non ha ancora autorizzato la loro vendita, ma negli ultimi mesi qualcosa si è mosso, ed è arrivato il via libera della Commissione Europea al loro utilizzo per uso alimentare. Si inizia con le “superstar” del settore, ovvero le larve delle tarme della farina (Tenebrio Molitor).

La decisione formale della Commissione europea sarà adottata nelle prossime settimane nell’ambito della strategia UE “Farm to Fork”, e sancisce che le larve potranno essere utilizzate intere, essiccate, come snack o ingrediente per altri prodotti.

La ricerca scientifica sugli insetti nella dieta

Interessante è lo studio condotto dalle Università di Pisa e di Parma“Insetti nel piatto: il pregiudizio contrario si vince con una corretta comunicazione”, che ha ricevuto il premio “Foods Best Paper Award”. Lo studio comprendeva anche un test di degustazione, durante il quale i partecipanti al seminario hanno accettato di assaggiare due tipologie di pane, in realtà del tutto identiche e a base di sola farina, sebbene una delle due fosse etichettata come “contenente insetti”.

Da qui un’ulteriore sorpresa: i punteggi sensoriali hanno infatti indicato che i partecipanti hanno dato ai campioni etichettati punteggi più alti per sapore, consistenza e gradimento generale.

Insetti come cibi

Le proprietà nutrizionali degli insetti

I valori nutrizionali di questi piccoli animali commestibili sono caratterizzati da proteine ad alto valore biologico, cioè facilmente assimilabili dall’organismo e molto nutrienti. Spesso privi o poveri di grassi, gli insetti possono fornire anche un ottimo apporto di vitamine o sali minerali.grilli, ad esempio, offrono un apporto di proteine pari al 65% circa del loro peso, e sali minerali come calcio, potassio, magnesio, fosforo, selenio, zinco, manganese e rame, ma sono anche molto ricchi di ferro e potrebbero essere un valido alimento per contrastare l’anemia.

I grilli contengono anche la preziosa vitamina B12, e con essi è possibile anche produrre una farina molto nutriente. Le camole del miele, d’altra parte, offrono un ottimo apporto di grassi (47%) e di zinco, ma anche ferro, fibre e proteine.

L’allevamento degli insetti

Per il momento appare ancora molto costoso, a causa della ricerca necessaria per svilupparlo, ma potrebbe rappresentare un’ottima alternativa all’allevamento di bestiame: gli insetti crescono molto più velocemente e a parità di prodotto consumabile, necessitano di molte meno risorse, acqua compresa, e questi elementi potrebbero concorrere ad un consistente abbattimento dell’inquinamento. Per una libbra di carne di insetto, infatti, sono necessarie solo due libbre di mangime, contro le 25 di cui ha bisogno un bovino.

Potranno essere un’alternativa alla dieta mediterranea?

Leggi anche il nostro articolo “Uno degli insetti più importanti, l’ape”

Eva Franceschini

Fonte immagini: Pexels

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