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La musica è accessibile a tutti, indistintamente

A Musica Senza Confini, nella puntata  “Quanto la disabilità supera i confini“  abbiamo intervistato Manuele Maestri, musicista professionista e ideatore del Progetto omonimo alla nostra trasmissione “Musica senza confini” (www.musicasenzaconfini.com) e ascoltato la testimonianza di due rappresentanti delle associazioni con cui collabora, il Presidente della UILDM  (Unione Italiana per la Lotta alla Distrofia muscolare) di Bolzano, Stefano Minozzi e il Presidente dell’Associazione AGAPE di Venezia, Gabriele Bagagiolo. Il Bassista Veneziano ha studiato al conservatorio basso elettrico arrangiamento e composizione pop, completando la formazione alla Berkeley University di Boston. Ha alle spalle già diverse collaborazioni con artisti nazionali e internazionali e un’intensa attività testimoniata anche dal suo canale Youtube che vanta oltre 1.600.000 visualizzazioni.

Il progetto Musica senza Confini, dedicata alla musica a 360 ° senza confini tra i generi , ha come obiettivo la produzione musicale inclusiva. Grazie alla profonda conoscenza dell’informatica musicale Manuele Maestri ha reso possibile per persone con disabilità anche grave la realizzazione di un sogno: suonare in una band. Musica Senza Confini   nasce  inaspettatamente grazie all’incontro professionale di Manuele Maestri con una cantante, madre di due bambini con disabilità. Durante le prove  sul palco i bambini si avvicinavano agli strumenti manifestando  il loro desiderio di suonare.  Le loro difficoltà  hanno spinto  Manuele Maestri   all’acquisto  in modo selettivo, soprattutto all’estero,  di diversi strumenti sofisticati e adatti a diverse  tipologie di disabilità. Questa ricerca si è trasformata in un vero progetto, con l’obiettivo di produrre materiale musicale per i disabili.
Lo sviluppo, spiega Maestri, è graduale: partendo dall’avvicinamento propedeutico alla musica fino alla produzione finale. Chi partecipa a “Musica Senza Confini” non possiede infatti conoscenze musicali di base. Le persone vengono coinvolte tutte insieme, anche se non tutte hanno la stessa predisposizione per la musica. “Sono convinto che sia la cosa più bella che mi sia capitata“ dichiara Maestri.

Non ci sono preclusioni verso determinati generi musicali, anche se principalmente viene eseguita la musica pop.

Gli strumenti  nel progetto sono suddivisi in 4 categorie:
Gli strumenti a fiato vengono utilizzati per le persone che hanno perso l’utilizzo degli arti superiori. Con il movimento verticale e orizzontale del viso si cambiano le note e con la respirazione si attivano.
Per le  persone che possono muovere solo il viso e che hanno problemi di respirazione si utilizzano strumenti con simulatore di mouse, i cosiddetti “mouse player”.
Si tratta di un software che suddivide lo schermo in 8 quadranti, ognuno dei quali corrisponde a una nota  che viene attivata passandovi sopra con la freccetta.
Un simulatore di mouse può essere un puntatore oculare, oppure un joystick mosso dal mento o dalla bocca, a seconda del tipo di disabilità della persona.
Questo tipo di soluzione è adatta ad esempio alle persone affette da SLA (Sclerosi laterale amiotrofica ).
Nella categoria degli strumenti a movimento c’è il microfono a ultrasuoni  che proietta una tastiera invisibile, funziona come un sonar ed è in grado di leggere la distanza che c’è tra il suo sensore e l’ostacolo. L’ostacolo è una parte del corpo. Questo strumento potrebbe essere utilizzato quando un tetraplegico riesce a muovere le braccia ma non le dita delle mani. Può  funzionare anche  muovendo avanti e indietro  la carrozzina nella direzione del raggio.
Infine ci sono  gli strumenti a tocco, che pssono essere  tastiere,  chitarre o  iPad  ai quali possono essere collegati tutti gli switch  esistenti.
Il Pad viene programmato tramite il suo computer; ogni volta che si preme lo switch si attiva la funzione assegnata .
Si tratta dunque di un lavoro molto complesso e articolato.

Ma come si svolge il lavoro di preparazione all’esecuzione dei brani?

Sono previste  diverse fasi: la prima fase, quella conoscitiva, consente di individuare strumenti adatti ad ogni partecipante e  di riconoscere  la musicalità dei singoli. Una volta assegnati gli strumenti  ne viene approfondito l’utilizzo. Segue la scelta del brano che prevede poi la trascrizione dell’arrangiamento su carta. L’importante è associare le parti allo strumento, tenendo conto delle difficoltà di ogni persona. Successivamente si passa alla preparazione individuale  delle parti e infine alla musica di insieme. Si utilizzano brani originali mantenendo solo la voce e  le percussioni che scandiscono il ritmo  mente tutto l’accompagnamento musicale  viene eseguito integralmente dalla Band  con gli strumenti sopra descritti.

La maggiore soddisfazione di Manuele è nel vedere l’entusiasmo dei musicisti, l’ansia del  prossimo incontro di musica e  la  loro  gioia nell’esibirsi in pubblico.

Quali sono le  reali difficoltà del progetto?
Per Maestri non sono tanto quelle della programmazione tecnica e della preparazione della performance, ma soprattutto quelle di tipo logistico: i costi di trasporto e  la pratica  sullo strumento. Attualmente Manuele Maestri si autofinanzia integralmente, ma i costi sono elevati. L’iIdeale sarebbe avere più strumenti da lasciare nelle sedi delle associazioni con cui collabora per poter permettere alle persone di esercitarsi. Se fare musica attivamente è una fonte di benessere ampiamente dimostrata, c’è da augurarsi che  in Italia e all’estero venga fatto tutto il possibile per incentivare sia la formazione didattica  musicale per la disabilità,  che l’attivazione  di progetti come Musica senza Confini,  risvegliando una  maggiore attenzione all’inclusione.

Ascolta qui la puntata:

Isabella Longo

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Fonte foto: Sfondo vettore creata da freepik – it.freepik.com

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