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Notturni d’Arte 2019, venerdì 30 agosto: visita guidata al museo dedicato al pioniere italiano dell’automobilismo e al primo museo di geografia in Italia

Venerdì 30 agosto sono due i musei universitari ad accogliere il pubblico dei Notturni d’Arte, rassegna prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e realizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Alle ore 18 si visita il Museo di macchine “E. Bernardi” presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova (viale pedonale G. Colombo), dove si conservano i principali esempi di motore a combustione interna che hanno segnato la storia motoristica in Europa nella seconda metà dell’Ottocento; alle ore 21 il Museo di Geografia presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità a Palazzo Wollemborg in via del Santo 26, che aprirà i battenti, primo del genere in Italia, entro la fine dell’anno mostrando il ricco patrimonio prodotto in 150 anni di attività scientifica e didattica dell’Ateneo patavino, fra i primi a istituire una cattedra di Geografia in Italia.


Enrico Zeno Bernardi (1841-1919), veronese, classe 1841, laureatosi in matematica a Padova, dove divenne titolare fino al 1915 della cattedra di Macchine agricole, idrauliche e tecniche nella Regia Scuola di applicazione degli ingegneri dell’ateneo, può essere considerato il padre della moderna automobile per le sue invenzioni: dal motore atmosferico (1878) alla motrice Pia – a semplice e doppio effetto (1882-1884), dagli esemplari di motore Lauro a 4 tempi (1887-1896) al carrello mono-ruota per sospingere una comune bicicletta (1893) – soluzione che anticipa i moderni motoscooter – fino alla vettura a 3 ruote (1894). I motori costruiti da Bernardi ed esposti in museo sono funzionanti: anche la vettura Bernardi, avente targa 42-2, il cui atto di immatricolazione è tuttora conservato presso gli archivi dell’ACI di Padova, è perfettamente “marciante” su strada senza alcuna alterazione di assetto rispetto al passato.
Nel museo sono conservati anche alcuni quaderni autografi nei quali il Bernardi annotava le sue idee e i risultati delle sue ricerche, insieme ad alcuni disegni di componenti dei motori esposti.


Tutti i documenti cartacei che descrivono i cimeli conservati presso il museo e i quaderni autografi del Bernardi sono consultabili anche in forma digitale tramite monitor interattivi.
La visita in anteprima al Museo di Geografia offre l’occasione per iniziare a scoprirne il patrimonio, costituito da collezioni di globi, carte, plastici antichi, strumenti di misura, atlanti, fotografie e documenti originali. La lunga tradizione patavina di ricerca e didattica geografica a partire dalla prima cattedra nel XVIII secolo ha portato alla formazione di una collezione unica, presentata divisa in tre sezioni. La sezione “Esplora” può essere rappresentata dalla copia della “Tabula Peutingeriana”, nota nella sua copia medievale custodita presso la Hofbibliothek di Vienna, che il Museo conserva nell’edizione di Konrad Miller del 1888, considerata il primo stradario della storia. Nella sezione “Misura” si potranno vedere attrezzature, strumentario originale e numerose fotografie scattate dai protagonisti della celebre spedizione De Agostini del 1955/56 diretta da Giuseppe Morandini, in occasione della quale venne effettuata la prima scalata della vetta, fino ad allora inviolata, del Monte Sarmiento, una delle mitiche cime della Patagonia. Esemplificativa della terza sezione “Racconta” è l’incisione all’acquaforte e bulino, commissionata da Camillo Borgia nel 1797, che riproduce il “Mappamondo Borgiano”, un pezzo unico risalente alla prima metà del XV secolo.


Il Museo è ospitato presso la prestigiosa sede di Palazzo Wollemborg, che vide tra l’altro i natali di Leone Wollemborg (1859-1932), fondatore della prima cassa rurale d’Italia e ministro del Regno. L’edificio conserva al piano nobile ambienti in stile neoclassico, come la Sala della Musica elegantemente ornata da stucchi e affreschi, con pavimento a tarsie policrome in legno e madreperla, oltre a una serie di interventi decorativi realizzati a cavallo del Novecento da Gino Coppedè, agli esordi della sua carriera artistica. Nel 1966 il Palazzo fu acquistato dall’Università e riadattato a sede universitaria sotto la direzione di Giulio Brunetta.

Info
Biglietto euro 5, da acquistare presso l’Ufficio IAT Informazioni e Accoglienza Turistica in vicolo Cappellato Pedrocchi fino alle ore 17 del giorno dell’evento da lunedì a sabato ore 9-17, festivi ore 10-15 (aperto il 15 agosto con orario festivo). Info biglietti: tel. 049 5207415
Ingresso gratuito per bambini fono a 12 anni, disabili e un accompagnatore.
notturnidarte@comune.padova.it
padovaeventi.comune.padova.it

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Padova

 

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