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prebiotici

Prebiotici, i 3 benefici per l’intestino

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I prebiotici sono composti non digeribili che vengono utilizzati dai batteri benefici presenti nel nostro intestino. Sebbene spesso confusi con i probiotici, che sono i batteri stessi, i prebiotici sono in realtà la fonte di cibo per i probiotici per prosperare e svolgere i loro effetti positivi sulla nostra salute digestiva e benessere generale. E’ importante non sottovalutarli per il nostro benessere intestinale

I prebiotici sono principalmente fibre non digeribili, come ad esempio l’inulina, i frutto-oligosaccaridi (FOS) e i galatto-oligosaccaridi (GOS). Queste sostanze attraversano indenni lo stomaco e l’intestino tenue, arrivando nell’intestino crasso dove vengono fermentate dai batteri buoni. Questo processo di fermentazione produce acidi grassi a catena corta, come l’acido butirrico, che favoriscono:

  • la salute del colon
  • riducono l’infiammazione
  • possono migliorare la regolarità intestinale.

Inoltre, l’aumento dei batteri benefici nel tratto digestivo può contribuire a rafforzare il sistema immunitario, migliorare l’assorbimento di alcuni nutrienti, come il calcio e il magnesio, e persino influenzare positivamente la salute mentale attraverso l’asse intestino-cervello.

Prebiotici, utili al nostro intestino

Possono essere benefici per una vasta gamma di persone, compresi coloro che soffrono di disturbi gastrointestinali come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), la malattia infiammatoria intestinale (IBD) e la stipsi. Possono anche essere utili per coloro che desiderano migliorare la qualità della propria flora intestinale, che può essere compromessa da una dieta povera di fibre o dall’uso prolungato di antibiotici.

I prebiotici si trovano naturalmente in vari alimenti, tra cui cipolle, aglio, banana, asparagi, segale, orzo, avena, e molti altri. Tuttavia, sono anche disponibili in forma di integratori alimentari sotto forma di polveri, capsule o compresse.

Nonostante i benefici legati all’assunzione di prebiotici, è importante prestare attenzione alle controindicazioni. Alcune persone potrebbero sperimentare gas e gonfiore come effetto collaterale, soprattutto all’inizio dell’integrazione. Inoltre, coloro che soffrono di disturbi gastrointestinali dovrebbero consultare un medico prima di iniziare qualsiasi regime di prebiotici.

Banane, da inserire nella dieta

La quantità di prebiotici da assumere varia da persona a persona e dipende dalla propria tolleranza individuale. È consigliabile iniziare con piccole dosi e aumentare gradualmente per evitare problemi digestivi. Generalmente, si consiglia di consumare tra i 5 e i 20 grammi di prebiotici al giorno per garantire effetti positivi sulla salute intestinale.

Quanto ai tipi di prebiotici da utilizzare, l’inulina e i FOS sono tra i più comuni e ampiamente studiati. Tuttavia, è importante variare la fonte di prebiotici per promuovere una maggiore diversità microbica nell’intestino.

La cicoria è tra le verdure che sono più ricche di inulina, oltre che di tannino considerato un disinfettante, tonico, disintossicante naturale con un lieve effetto antibiotico.

Anche il tarassaco contiene inulina e ha la caratteristica di stimolare le ghiandole dell’apparato digerente. Altra verdura ricca di inulina è il carciofo.

Se vuoi fare una buona scorta di prebiotici scegli di inserire nella tua tua dieta anche le banane, le mele, i kiwi.

Quindi, i prebiotici svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la salute intestinale e generale e possono essere un’aggiunta preziosa a una dieta equilibrata. Prima di iniziare qualsiasi regime di prebiotici, è sempre consigliabile consultare un medico per determinare la migliore strategia per le proprie esigenze individuali.

Ancora sui prebiotici

Il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo.

Per alimenti/integratori con probiotici si intendono quegli alimenti che contengono, in numero sufficientemente elevato, microrganismi probiotici vivi e attivi, in grado di raggiungere l’intestino, moltiplicarsi ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta. Si tratta quindi di alimenti in grado di promuovere e migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell’organismo attraverso un insieme di effetti aggiuntivi rispetto alle normali attività nutrizionali.

La definizione di prebiotico è riservata alle sostanze non digeribili di origine alimentare che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l’attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico.

Con alimenti/integratori con prebiotici ci si riferisce a quegli alimenti che contengono in quantità adeguata, molecole prebiotiche in grado di promuovere lo sviluppo di gruppi batterici utili all’uomo.

Un alimento/integratore con simbiotico contiene sia probiotici che prebiotici.

Fonte: Ministero della Salute