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Suoni dalla natura, 7 brani di bosco

Fabio Strinati si racconta, Suoni dalla natura, un album dedicato alle melodie dalla natura

Fabio Strinati è una persona singolare, che ha deciso di mettere a frutto tutti i suoi talenti ispirandosi ai suoni della natura. Appassionato del territorio che lo circonda, e innamorato del mondo naturale, dopo aver scritto libri, e continuando ad insegnare musica ai bambini e ragazzi, ha prodotto un album musicale, ‘Sette brani di bosco’, dedicato ai suoni dalla natura.

Ascolta l’intervista a Fabio Strinati.

Chi è Fabio Strinati

Nasce a San Severino Marche, in provincia di Macerata, nel 1983, e fin da bambino si mostra appassionato a tutti gli aspetti naturali della vita. Contadino, impegnato nel socialepianistapoeta e scrittore. Nel corso della sua carriera di compositore di poesie e scritti, ha collaborato con diverse case editrici, e ha pubblicato numerose raccolte, spesso accomunate dall’amore incontrastato per la terra, gli alberi, le piante e tutto ciò che di naturale spontaneo si possa trovare nell’esistenza umana. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare del suo nuovo album, e ci ha raccontato come la natura possa esserci di enorme aiuto nel conquistare il benessere, giorno dopo giorno. Ora ha prodotto un disco dedicato ai suoni dalla natura.

Suoni dalla natura, il bosco ispira

7 brani di bosco

Un album sicuramente singolare, che ha al centro i suoni della natura, ma in modo inconsueto e inafferrabile. “Attraverso il pianoforte, ho tradotto ciò che i suoni del bosco mi trasmettevano – spiega Fabio Strinati ai nostri microfoni -. Un’esperienza meravigliosa, che mi ha riportato a contatto con me stesso e con lo straordinario mondo della natura che ci circonda”.

Sette brani, dedicati ai suoni dalla natura, ognuno con un suo titolo specifico, appassionanti e capaci di metterci davvero in contatto con un mondo che ci sembra sempre più distante. Alcuni dedicati ai frutti oggi sconosciuti, altri a piante o alberi che nessuno di noi può conoscere, nonostante siano così vicini alla nostra quotidianità

Ribes, uno dei suoni dalla natura dimenticati

La passione per la natura

La sua storia e l’album dedicato ai suoni dalla natura testimoniano un cambiamento in atto da tempo, che ha come protagonisti giovani adulti decisi a condurre una vita diversa dai propri coetanei, solo in apparenza contro corrente. Si, perché di ragazzi, giovani e più maturi, che decidono di dedicarsi al lavoro dell’agricoltore, all’impegno nel sociale, a tutti quegli ambiti che sembrano così lontani dalle logiche del profitto, ce ne sono sempre di più. Un ritorno alle origini, che potrebbe contenere una buona dose di saggezza e spontaneità, in un mondo che sembra sempre più spinto verso orizzonti materiali legati al guadagno.  

Questo poeta marchigiano è uno degli esempi che dimostrano come stia crescendo una sensibilità nuova, una prospettiva differente, una consapevolezza che sempre più porta a considerare la scelta della campagna, dell’autoproduzione e dello stretto contatto con la natura, come un valore che può cambiare la vita in meglio. In questo frangente ha deciso di impegnarsi per tradurre i suoni dalla natura.

«Coltivare la terra, significa “amare la terra”. Sentirne gli odori, dialogarci; nella terra, risiedono le storie del passato. Gli insegnamenti dei nostri avi. La mia scelta è semplicemente frutto dell’origine» spiega.

Fabio e la coltivazione

«Amo le piante e sono sempre stato curioso in quest’ambito. La mia attenzione è alla produzione del vino: un vitigno variegato, costituito da viti giovani e da viti meno giovani. Ma anche la produzione dell’olio. Molta della mia creatività in ambito agricolo la devo ai miei avi, in particolare al mio bisnonno, grazie al quale oggi posso preservare alcune varietà di mele che ormai sono dimenticate. Lo stesso vale per i nespoli, per i sorbi e gli azzeruoli, frutti che hanno proprietà nutrizionali e curative incredibili, e che non vengono nemmeno più citate da chi si occupa di alimentazione».

«Sono attratto dalla frutta e dalle stagioni – dice Fabio -,  utilizzo una tecnica di potatura non invasiva, una tecnica che amo definire della “nonviolenza”, dove ogni ramo viene trattato con cura, senza impartire ferite o traumi irrimediabili. In sostanza, apporto cure minime ma dal mio punto di vista essenziali.

A questo alterno l’agricoltura naturale o del non fare, tecnica agricola nata negli anni ‘40 grazie alle idee di Masanobu Fukuoka, botanico, agronomo e filosofo giapponese. In questo modo, permetto che ogni cosa vada secondo natura il più possibile. Non vendo la mia produzione, ma ragiono in termini di baratto: se ho tantissime noci, condivido le mie noci con chi ne ha di meno, e così via. Adesso ho deciso di concentrarmi sui suoni dalla natura”.

La filosofia di vita di Fabio Strinati

«Sono sempre stato poco attratto dal cemento; mi inquieta, mi soffoca l’anima e lo spirito, oltre ad appesantire i miei polmoni. L’uomo è nato per essere libero e vivere in mezzo agli alberi, vicino al mare, o alla montagna, ma libero. Per me, poter stare a contatto con la natura è di importanza vitale, e amo sintonizzarmi con gli elementi naturali che mi circondano. Sono fermamente convinto che sia la mia dimensione, e non intendo rinunciarvi per alcun motivo».

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Eva Franceschini

Fonte immagini: Freepik

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