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Venezia, barocco musicale: Antonio Vivaldi 340 anni di storia

Don Antonio Lucio Vivaldi nato a Venezia il 4 marzo 1678 (342 anni fa) morì a Vienna il 28 luglio del 1741 all’eta di 63 anni. E’ considerato il più grande compositore italiano di musica strumentale. Figlio di un violinista riceve le prime nozioni di musica proprio dal padre. Divenne compositore e violinista considerato tra i massimi esponenti del barocco musicale, il più importante, influente e originale musicista italiano della sua epoca. Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico (un genere iniziato da Giuseppe Torelli), e della tecnica del violino e dell’orchestrazione.
Non trascurò inoltre l’opera in musica, e la sua opera compositiva vastissima comprende inoltre numerosi concerti, sonate e brani di musica sacra. La sua musica ebbe un notevole influsso sullo stile di diversi compositori, tra questi il più noto fu Johann Sebastian Bach, il quale fu influenzato dalla forma del concerto vivaldiano.
Bach non si limitò alla pura trascrizione, ma arricchì sistematicamente la trama vivaldiana dal punto di vista contrappuntistico. Fu apprezzato anche dall’ambiente musicale francese, nel quale spiccano l’organista Michel Corrette e Pierre Gaviniès. La sua notorietà in Francia continuò per un certo periodo anche dopo la morte: si ricorda infatti che Jean-Jacques Rousseau nel 1775 fece un riarrangiamento per flauto della Primavera.

I numeri di Vivaldi.
329 suoi concerti per uno strumento solista e archi, 220 dei quali sono per violino, 37 per fagotto, 27 per violoncello, 19 per oboe, 13 per flauto traverso, 2 per flauto diritto, 3 per flautino (flauto diritto sopranino), uno per mandolino e 7 per viola d’amore. Oltre a questi, vi sono una quarantina di concerti per due strumenti e archi, per lo più dedicati a due strumenti uguali (due violini e due oboi), ma che comprende anche il famoso concerto per viola d’amore e liuto, e più di una trentina di concerti multipli, per più di tre solisti, 90 sonate, che presentano uno stile meno innovativo rispetto ai concerti.
34 concerti di gruppo (più di due strumenti solisti, orchestra d’archi e continuo), 4 concerti per due orchestre d’archi e solista (o solisti), 22 concerti da camera (da 3 a 6 strumenti solisti e continuo), 44 concerti per orchestra d’archi e continuo

Vivaldi diede più evidenza alla struttura formale e ritmica del concerto, cercando ripetutamente contrasti armonici e inventando temi e melodie inconsuete. Il suo talento consisteva nel comporre una musica non accademica, chiara ed espressiva, tale da poter essere apprezzata dal grande pubblico e non solo da una minoranza di specialisti.

Don Antonio Lucio Vivaldi, Sacerdote, pur non potendo celebrare la Messa per motivi di salute, era detto “il Prete rosso” per il colore dei capelli. Il celeberrimo ritratto presunto di Antonio Vivaldi è conservato nel Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. La Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino possiede, invece, la più importante collezione di partiture autografe di Vivaldi. Il suo lavoro più famoso, “Le quattro stagioni”, non fu noto nella sua edizione originale.
Agli inizi del XX secolo il concerto in stile vivaldiano composto nel 1913 da Fritz Kreisler, e fatto passare dallo stesso autore come un lavoro originale del Prete Rosso concorse al risorgere delle fortune di Vivaldi così come la scoperta di numerosi manoscritti di Vivaldi e la loro acquisizione da parte della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.
Vivaldi è apparso, come personaggio, in Rosso veneziano, un film francese del 1989, incentrato su un episodio della vita di Carlo Goldoni, diretto da Étienne Périer, dove è interpretato dall’attore polacco Wojciech Pszoniak. Nel 2006 venne poi realizzato un film di produzione franco-italiana, Antonio Vivaldi, un prince à Venise, diretto da Jean-Louis Guillermou.

Redazione

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Fonti: Wikipedia.

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