Il primo novembre non è solo la festa di Ognissanti, ma si celebra anche il World Vegan Day. Una giornata che ci permette di parlare dei benefici di un’alimentazione 100% vegetale. E più in generale di uno stile di vita compassionevole e più sostenibile. La ricorrenza è stata istituita nel 1994 da Louise Wallis, all’epoca presidente della Vegan Society del Regno Unito
Scopo del World Vegan Day è commemorare il cinquantesimo anniversario dell’organizzazione. E contestualmente la nascita dei termini vegan e veganism. Non è un caso che si sia stata scelta arbitrariamente questa data, che coincide con Samhain/Halloween e il giorno dei morti. Un tempo tradizionalmente dedicato al raccoglimento, che però preannuncia una rinascita.
World Vegan Day, i numeri di un successo
In Italia sta crescendo sempre di più il numero dei vegani e dei vegetariani, passato all’8,9% della popolazione. Un successo che è il frutto del lavoro divulgativo di medici e nutrizionisti esperti in alimentazione vegetale, blogger e influencer. Scegliere di rinunciare a tutti i cibi di origine animale, però, non è il solo passo per diventare vegani.
Chi è vegano è contrario anche ai vestiti e a tutti gli oggetti legati allo sfruttamento degli animali e della manodopera. E naturalmente si oppone ai circhi, agli zoo e alle realtà che utilizzano gli animali per profitto. L’idea di base, dunque, è quella di riuscire a vivere in un mondo che non preveda più violenza, pulito e sostenibile.

World Vegan Day, un’alimentazione green fa bene
Dedicarsi a un’alimentazione 100% vegetale o comunque diminuire il consumo di carne, è in assoluto una buona scelta, fondata su dati scientifici inoppugnabili. Ce lo spiega la dottoressa Monica Maragno, biologa e nutrizionista specializzata in dieta plant based.
«Gli studi sono la nostra bussola, la scienza ha un metodo e porta a dei risultati. In termini di longevità e di salute un’alimentazione a base vegetale è più favorevole rispetto alla dieta onnivora. Questo dipende da un ridotto carico infiammatorio, da un ridotto apporto di fattori di crescita e anche da un ridotto contenuto di zuccheri nel sangue» ha raccontato ai nostri microfoni la dottoressa Maragno.
E le proteine?
La domanda che si fa a tutti i vegani è «ma dove prendi le proteine?». Da più parti si dice che le proteine della carne siano superiori a quelle vegetali, più assorbibili e di maggiore qualità. È davvero così?
«La quantità necessaria di proteine nell’adulto sano è sovrastimata. Ora in tutte le linee guida si sta riducendo il fabbisogno proteico quotidiano al 15%, perché al di sopra di questa soglia le proteine diventano infiammatorie. Sì, le proteine non sono tutte uguali. Ci sono alimenti, come la carne e i derivati animali, che hanno tutti gli amminoacidi essenziali, quelli che il nostro corpo non è in grado di produrre da solo.
Tuttavia, anche i vegetali hanno gli amminoacidi essenziali. Solo non tutti nello stesso alimento. I cereali ne contengono alcuni, i legumi altri. Assemblandoli, non necessariamente nello stesso pasto, siamo in grado di acquisire proteine complete esattamente come facciamo con la carne» ha aggiunto.

Dieta vegana sana
Patatine fritte, pizza marinara e cioccolato fondente sono alimenti vegan. Ma nutrirsi solo di questo, per quanto forte possa essere la spinta etica a proteggere gli animali, non ci fa bene. Come si struttura una dieta vegana sana?
«Diciamo che il discorso vale anche per gli onnivori, perché la fisiologia è la stessa per tutti noi. In linea generale, in una dieta ideale vanno scelti alimenti integrali, cereali in primis, e cibi processati il meno possibile. Ipotizziamo ora un piatto ideale per il nostro pasto. La maggior parte dei nutrienti deve arrivare dai vegetali, tutti gli ortaggi e le verdure a cui dedichiamo metà piatto.
Poi un quarto abbondante lo occupiamo con cereali integrali, variandoli ogni giorno. Il resto va completato con le proteine e i grassi di buona qualità. Quanto alle integrazioni, il vegano deve integrare solo la vitamina B12. Una vitamina che si trova nella terra e che finisce nella carne perché i ruminanti la sintetizzano nel loro stomaco» ci ha raccontato la dottoressa Maragno.
E i bambini?
Una dieta vegana strutturata in maniera precisa da un professionista della nutrizione è adatta anche ai più piccoli.
«L’American Dietetic Association ha decretato che la dieta a base vegetale è adatta a tutte le età e a tutti gli stati fisiologici dell’essere umano. Per cui sì, anche i bambini possono seguire una dieta vegetale. Teniamo conto però che il bambino non è un piccolo adulto e ha sue precise esigenze nutrizionali. Con i dovuti aggiustamenti fatti da nutrizionisti specializzati si può» ha concluso la dottoressa Monica Maragno.
