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Veganuary, la sfida ad essere veg conquista tutto il mondo

Veganuary: una sfida, o se volete un gioco, per imparare a mangiare 100% vegetale durante il mese di gennaio. E pian piano diventare vegan. L’iniziativa ha un respiro internazionale e in Italia viene patrocinata dall’associazione Essere Animali. Essere vegani, o almeno decidere di seguire un’alimentazione 100% vegetale, non è più una moda, ma è una scelta etica, di salute e per la sostenibilità.

«Al momento la motivazione più forte è sempre quella etica, il desiderio di non fare del male agli animali. Le persone stanno scoprendo cosa accade veramente negli allevamenti intensivi. Poi al secondo posto c’è la salute. L’alimentazione vegana in effetti dà molti benefici» ha raccontato a Radio Wellness Claudio Pomo, responsabile Sviluppo di Essere Animali.

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Foto di Anna Pelzer su Unsplash
Veganuary, i numeri

Anche in Italia è cresciuto sensibilmente il numero dei vegani e dei vegetariani che adesso è passato all’8,9% della popolazione, numero massimo nel nostro Paese. Il lavoro continuo di medici esperti in nutrizione vegetale, associato a quello di blogger e influencer e più in generale la crescente attenzione verso i temi della sostenibilità ambientale hanno permesso questo successo.

«L’interesse è stato grandissimo. Abbiamo lanciato in Italia Veganuary come partner ufficiale nel 2020, quest’anno avevamo l’obiettivo di raggiungere i ventimila partecipanti, dopo i quindici mila dell’anno scorso e siamo quasi arrivati a trentaduemila. Nel mondo i numeri sono incredibili: più di mezzo milione di persone che stanno partecipando a questo progetto» ha spiegato Claudio Pomo.

Cosa succede in Veganuary?

Una volta aderito alla sfida, si riceve una mail quotidiana con consigli, approfondimenti, ricette. I dubbi e le perplessità quindi vengono risolti punto per punto. «Di sicuro si esce più informati e con una conoscenza maggiore di cosa voglia dire essere vegani. Che non è una privazione, una mortificazione. La maggior parte continua. Partecipate anche per sfatare miti e sentito dire» ha continuato Pomo.

L’era della finta carne

Il mercato ha risposto a questa tendenza con la creazione di prodotti 100% vegetali che in qualche modo somigliano alla carne. In certi casi il risultato è davvero sorprendente. Siamo davanti ad una nuova epoca? Di sicuro dopo l’inizio della pandemia qualcosa è cambiato. Il consumo di carne sta scendendo e il boom di questo tipo di prodotti è destinato a continuare.

Prova ne è che molte grandi aziende di food stanno proponendo la loro versione del no meat burger. Una scelta di marketing puro che si rivolge in particolare a chi non è vegetariano o vegano, ma vuole diversificare la sua alimentazione senza rinunciare a certi gusti. Secondo la ricerca di FMCG Guru, il 27% della popolazione mondiale acquista fake meat. E lo farà ancora.

La dieta mediterranea

Ma senza rivolgerci a prodotti eccessivamente ricchi di grassi, per quanto buoni, ci sono tante ricette della nostra tradizione 100% vegetali e buone. Lo spaghetto aglio, olio e peperoncino, piatto tipico della mezzanotte, è decisamente veg, ma se vogliamo qualcosa di più strutturato, possiamo citare la maggior parte delle zuppe che prevedono l’uso dei legumi. Associare pasta o riso integrali a ceci, fagioli o lenticchie, ci permette di avere un pasto completo. A cui associare tante buone verdure di stagione, magari appartenenti alla famiglia delle crucifere – broccoli, cavoli & co., per fare il pieno di calcio e ferro.

Le integrazioni

Anche gli onnivori dovrebbero integrare la vitamina B12 e questo è un fatto risaputo. Di sicuro, chi sceglie un’alimentazione 100% vegetale deve imparare questo rito quotidiano attraverso l’assunzione di piccole pastiglie sublinguali. Il consiglio però è di fare sempre un esame periodico del sangue per monitorare l’andamento della dieta ed integrare all’occorrenza anche Ferro e Calcio.

Ascolta l’intervista completa a Claudio Pomo

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Francesca Fiorentino

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