Dipendenza affettiva

Amore, la dipendenza affettiva raccontata da Gaia Parenti

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Come combattere la dipendenza affettiva? Come fare a vivere l’amore senza trasformarlo in una trappola senza uscita. Oggi, soprattutto, in un’epoca che corre a 100 all’ora, che propone le occasioni d’incontro sui social, dove in fondo siamo tutti sconosciuti, sembra sempre più difficile costruire rapporti d’amore veri, appaganti e sani.

Gaia Parenti, psicologa e love coach, conosciuta sul web come La dottoressa del cuore racconta da tempo il mondo dei sentimenti con garbo e intelligenza grazie a rubriche come PsicoGaia nel Diario di Adamo di Vanity Fair.

Nel suo ultimo libro, Chiamalo amore. Come liberarsi dall’insicurezza affettiva e tornare a vivere, edito da Psiconline si è addentrata appunto nei perigliosi territori della dipendenza affettiva. Una patologia che colpisce per la maggior parte quelle donne che trovano la propria realizzazione umana solo in coppia. «Il 90% delle donne soffre di dipendenza affettiva ma non lo sa» ha raccontato a Radio Wellness la dottoressa Parenti.

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Dipendenza affettiva
La copertina del libro di Gaia Parenti, Chiamalo amore
Amore o dipendenza affettiva?

Fragilità nate in tenera età e paura dell’abbandono sono la cornice in cui si sviluppa la dipendenza affettiva. Fantasmi che minano la serenità personale e di coppia e lasciano dentro al proprio cuore un vuoto che non si riesce a colmare. Che fare in questi casi? «Anzitutto facciamo un distinguo. In tutte le relazioni affettive c’è un bisogno d’amore, un bisogno sano. Di vicinanza e di impegno, empatia. Poi, c’è quello malsano che spesso viene confuso col romanticismo, con la devozione totale al partner. Se uno si rende conto di una dipendenza affettiva, di un bisogno profondo e radicato, consiglio un percorso terapeutico e un sostegno psicologico» ha aggiunto.

Il fattore social

Oggi i social hanno sostituito le piazze. Molte relazioni nascono a livello virtuale e nel migliore dei casi si trasformano in realtà. Eppure, l’effimera sostanza di Facebook, Instagram e affini rischia di essere pericolosa quando si parla di sentimenti. Il rischio è che si confonda la realtà con un simulacro. «Nei social abbiamo uno schermo davanti e tutti possono dire qualsiasi cosa, quindi si mette in dubbio ciò che dicono. E questo genera insicurezza» ha spiegato.

Guardarsi allo specchio

Ma qual è l’identikit del dipendente affettivo? «Si tratta di una persona che ha avuto un genitore non accudente. In particolare una madre che non ha ascoltato le necessità fisiche ed emotive del bambino. Oppure ha subito maltrattamenti o un’ipersensibilità di base e relazioni disfunzionali in età adolescenziali. Tutto questo porta ad una dipendenza affettiva caratterizzata da un bisogno ossessivo d’amore, ad un’insicurezza di fondo. Non si sopporta che l’altro sia lontano. Chi è dipendente non ascolta i propri bisogni o antepone i bisogni del partner ai suoi. Soprattutto dubita di meritare amore ed è vittima di una gelosia ossessiva» ha poi concluso Gaia Parenti.

Ascolta l’intervista completa a Gaia Parenti

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Francesca Fiorentino

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Dorotea Rosso

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