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Giorno della Memoria, 5 film per non dimenticare la Shoah

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Difficile riuscire a rimanere impassibili quando davanti ai nostri occhi scorrono le immagini dedicate alla shoah, l’eliminazione degli ebrei e di altri gruppi etnici e persone considerate anomale voluta dal nazismo. Eppure, come ogni 27 gennaio, il Giorno della Memoria ci obbliga a riflettere su un momento tragico della storia. Affinché non si ripeta mai più

Il Giorno della Memoria o Giornata della Memoria vuole allora celebrare tutte le vittime dell’Olocausto, nella data in cui le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

Giorno della Memoria, le inziative

Tra le tante iniziative in programma oggi vi segnaliamo a Roma, “Memoria genera Futuro”, doppia proiezione cinematografica, alle 18 e alle 20, a Palazzo delle Esposizioni: la prima è “Jona che visse nella balena” di Roberto Faenza e la seconda è “La tregua” di Francesco Rosi, lettura cinematografica del romanzo di Primo Levi con John Turturro nei panni del romanziere, che racconta il lungo viaggio di ritorno da Auschwitz all’Italia.

Sempre a Roma alle 21 l’Auditorium Parco della Musica ospita “Lechaim”, concerto per il Giorno della Memoria di Raiz e Auditorium Band, che affrontano musiche attinenti al tema della Shoah e delle discriminazioni, ma anche brani composti da artisti contemporanei ebrei.

Nel Centro Culturale Candiani di Mestre alle 17 il professore Simon Levis Sullam dell’Università Ca’ Foscari di Venezia dialoga con Chiara Becattini, autrice del libro La memoria dei campi. La Risiera di San Sabba, Fossoli, Natzweiler-Struthof, Drancy.

Anche il cinema più volte ha affrontato questo argomento, in certi casi con veri e propri capolavori. Te ne segnaliamo 5 da vedere e rivedere per capirne di più o per raccontare questo evento ai tuoi figli.

Schindler’s List

Nel Giorno della Memoria non può mancare il capolavoro assoluto di Steven Spielberg, film di maturità stilistica eccelsa, girato tutto in bianco e nero, che ben spiega il senso profondo di una tragedia come l’Olocausto. Oskar Schindler è un industriale tedesco dal grande fascino, ma senza particolari qualità imprenditoriali. Decide di convertire una delle sue fabbriche di pentole per la creazione di armi.

E per farlo assume centinaia di ebrei destinati alla deportazione, di fatto salvandoli. Capirà molto tardi quale sia stato il valore del suo gesto. La vera storia di Schindler diventa un film palpitante. Impossibile da dimenticare.

Train de Vie

La shoah può anche essere raccontata con un tocco surreale. Lo sostiene Radu Mihăileanu, che nel 1998 firma Train de Vie. Protagonista è Shlomo il matto del Paese che comunica ai suoi concittadini le nefaste visioni avute riguardo la deportazione degli ebrei da parte dei nazisti.

L’uomo viene creduto, così la comunità decide di organizzare una finta deportazione, con tanto di militari nazisti (gli ebrei travestiti) per non destare sospetti. Salgono a bordo di un treno con l’intenzione di arrivare in Palestina, passando attraverso l’Unione Sovietica. Si salveranno. Almeno questo è quello che crediamo.

Il bambino col pigiama a righe

Tratto dall’omonimo romanzo di John Boyne, Il bambino col pigiama a righe di Mark Herman racconta la storia d’amicizia tra Bruno, bambino tedesco e Shmuel, un bimbo ebreo rinchiuso in un campo di concentramento. Il rapporto tra i due ragazzini dimostra l’insensatezza assoluta della guerra, che passa sopra a tutto. E che non risparmia i più piccoli.

La vita è bella

Uno dei film più amati di Roberto Benigni, la storia che lo ha consacrato negli States con la vittoria di ben 3 premi Oscar (miglior film straniero, migliore attore protagonista, miglior colonna sonora). Una favola struggente su un padre, Guido Orefice, che trasforma la deportazione in un grande gioco per il bene di suo figlio Giosuè. Un film che si vede e rivede sempre con grande emozione.

Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa di Berlino – immagine: Canva

Bastardi senza gloria

Sì, a suo modo quello di Quentin Tarantino è un film sull’Olocausto. Solo che gli ebrei non sono vittime ma reagiscono con forza al sopruso, organizzando uno spettacolare attentato che eliminerà nientepopodimenoche Hitler in persona.

Vulcanico, geniale, sofisticato e ultra pop, Bastardi senza gloria è un’opera favolosa che sovverte la Storia con la S maiuscola. Con un racconto da applausi a scena aperta.

Foto di di copertina di David Holifield su Unsplash

Francesca Fiorentino