Il principe cerca figlio

Eddie Murphy, Zamunda e il sequel di un cult

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Era di sicuro tra i film più attesi dell’anno Il principe cerca figlio, sequel del cult diretto da John Landis nel 1988, Il principe cerca moglie. Tuttavia il suo arrivo è passato in secondo piano in questi tempi tumultuosi. E la cosa non ci stupisce. Come possiamo sintetizzarlo? Tante buone intenzioni per un risultato non proprio all’altezza delle aspettative.

In pochi hanno il tocco soave di John Landis nel raccontare con intelligenza i chiaroscuri dell’animo umano. E se qualcosa manca in questo film, disponibile su Prime Video, è proprio la partecipazione verso le vicende dei personaggi. Un prodotto costruito a tavolino, insomma, ad uso e consumo dei fan più accaniti.

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Il principe cerca figlio
Arsenio Hall e Eddie Murphy

Il principe cerca figlio, 30 anni di attesa

La storia. Dopo aver sposato la donna dei suoi sogni, l’americana del Queens Lisa McDowell, Akeem di Zamunda è rimasto nel suo favoloso regno africano per governare saggiamante. Padre di tre bellissime ragazze, il principe è costretto dalle rigide leggi di stato a dare in sposa la primogenita al figlio del suo acerrimo nemico. Nessuna donna può governare Zamunda. Fino a quando una notizia non sconvolge i piani. Akeem scopre di avere figlio a New York, in quel favoloso Queens dove 30 anni prima aveva trovato l’amore.

Decide allora di andarlo a riprendere e di passare a lui tutta le conoscenze per assolvere a quel compito. Lavelle dal canto suo è un trentenne come tanti. Cresciuto da una mamma super vitale e da uno zio poco assennato cerca il suo posto nel mondo. E forse può trovarlo in Africa.

Il principe cerca figlio, occasione sprecata?

Inutile fare paragoni col classico di Landis che dopo il successo planetario di Una poltrona per due seppe consegnare al cinema l’ennesima storia a orologeria su un principe in cerca d’amore. Eddie Murphy all’epoca era spassoso, così come una commedia dai buoni sentimenti ma con tante frecciate al mondo dei ricchi e dei potenti.

Il principe cerca figlio è frutto della nostalgia più pura. A guardare il film di Craig Brewer – che torna a lavorare con Eddie Murphy dopo Dolemite is my name – sembra di ritrovare dei vecchi amici. E il sempre vivo scontro-incontro tra cultura americana e africana (divertente la celebrazione della black culture impreziosita dai cameo di Salt n’Pepa, En Vogue e Gladis Knight).

Le nuove battaglie

Oggi però la questione identitaria si gioca su altri fronti. Come il diritto per le donne di essere considerate parte integrante della vita politica e sociale di un paese. Se nell’originale era la legge del cuore a trionfare, con il matrimonio d’amore tra Akeem e Lisa, in questo è la primogenita del re a voler far sentire la sua voce. Assieme a tutte le donne che cercano finalmente un’identità e la piena realizzazione. Insomma è questa la tradizione da sconfiggere stavolta: far sì che finalmente una ragazza possa essere una regina.

Era necessario un sequel?

Probabilmente sì, ma solo se il risultato ci avesse dato una storia di valore, unica, originale. Invece la produzione ha creato un film-clone di qualità inferiore, pieno zeppo di riferimenti al principe cerca moglie. «Se una cosa è bella perché rovinarla?» dicono due dei giovani protagonisti parlando del senso dei sequel. E in effetti la domanda è lecita.

Il principe cerca figlio soddisfa in pieno le aspettative per una serena serata casalinga, anche se effettivamente la mancanza dello spirito acre di Landis si fa sentire. Soprattutto nella scrittura capace di dare il giusto spessore anche ai personaggi di contorno. Eppure, lo diciamo con sprezzo del pericolo, c’è qualcosa di familiare e confortante nel ritrovare Akeem e Sammy, Lisa, Cleo McDowell e i suoi burger (adesso anche vegani). Potrebbe non bastare, però.

Guarda il trailer di Il principe cerca figlio

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Francesca Fiorentino

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Dorotea Rosso

Radio Wellness è una testata giornalistica che offre informazioni a carattere generale su salute e benessere.
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