Italia Patria della Bellezza. In poche parole è condensata la mission di una Fondazione creata nel 2014 da Maurizio di Robilant per rilanciare l’Identità Competitiva del Paese. Un’impresa tutt’altro che semplice perché a dispetto di quello che il mondo pensa di noi, gli italiani non si amano abbastanza. Che fare allora? Passare dalla riflessione all’azione, lavorando concretamente per dare al marchio Italia l’unicità e che merita, attraverso iniziative e strategie mirate. Come quella che prevede la valorizzazione dei Lazzaretti Veneziani. Una delle tante realtà virtuose del Belpaese che necessitano però di una cura speciale per compiere l’ultimo passo prima di iniziare a splendere di luce propria. «Nessun paese al mondo sa rappresentare come l’Italia la bellezza a 360°. Dobbiamo avere la capacità di promuovere e raccontare bellezza al mondo» ci ha raccontato di Robilant.
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Italia Patria della Bellezza di tutti
Maurizio di Robilant sa esattamente cosa fare per creare un marchio di valore. Lo dimostra la sua carriera di oltre 30 anni nella consulenza d’impresa sui temi del branding e la sua attività a sostegno del Made in Italy. «Una marca credibile e desiderabile è di successo. Così com’è per i prodotti è per i Paesi. Alcuni hanno una capacità attrattiva maggiore degli altri e questo li aiuta nella loro economia e ad essere competitivi, rafforzando la loro reputazione» ha spiegato. E gli esempi sono molto chiari.

«Se dico American Dream penso agli Stati Uniti, alla capacità di creare innovazione. Se chiudo la portiera di una macchina tedesca penso alla Deutsche Qualität. Sono identità competitive che i cittadini riconoscono a questi Paesi. Quelle che li portano ad acquistare i loro prodotti, a visitarli, a parlarne bene. Non tanti Paesi hanno questa fortuna. Noi l’abbiamo ed è più grande» ha continuato.
La scommessa Italia
«Ricordiamoci che il Made in Italy è una promessa incredibilmente unica da un punto di vista della copertura di una serie di prodotti relativa ad un Paese. E questo dimostra che noi abbiamo credibilità» ha aggiunto di Robilant. Il cuore della sua sfida, quindi, è riuscire a comprendere e comunicare agli altri la ricchezza del nostro Paese.

«Il nostro è un Paese unico di cui essere più attenti, più fieri. Ha bisogno di noi perché può dare al mondo qualcosa di straordinario». Per passare dalle parole ai fatti, Fondazione Italia Patria della Bellezza ha deciso di sostenere per il 2021 quattro progetti di rilancio culturale. Per il 2020, la scelta è ricaduta sui Lazzaretti Veneziani.
Il miracolo dei Lazzaretti Veneziani
Perché proprio questa scelta? «Perché sono una rappresentazione del primo piano pandemico della storia. La Serenissima lo aveva messo a punto nel 1380 per salvaguardare i cittadini e l’economia. Per entrare a Venezia era necessario avere una bolla sanitaria che garantiva che equipaggi e materie prime fossero scevri da infezioni. C’era un percorso di lazzaretti che arrivava in Grecia attraverso la Dalmazia».

«Prima di entrare a Venezia la nave si fermava nel lazzaretto, l’equipaggio scendeva, venivano sbarcate tutte le materie prime, si faceva un lavoro di fumigazione e disinfestazione e gli equipaggi stavano in alloggi ad essi dedicati per fare la quarantena. Chi si ammalava veniva mandato al Lazzaretto vecchio. Dopo la quarantena, merci e persone erano liberi di circolare. Mi sembra un esempio straordinario di creatività di una capacità di sistema e previsione che abbiamo perso».
Italia Patria della bellezza e della collaborazione
Quando si parla di bellezza del patrimonio Italia si parla di un delicato equilibrio tra storia, memoria, paesaggi, persone. Tutelarlo è il compito più importante che dovremmo perseguire. «Il concetto di Patria ha un valore forte di condivisione, ma non qui. Qui siamo legati al campanile. Quello che ci unisce, però, sono il senso della famiglia e del territorio. Ecco, dobbiamo far capire che la bellezza di Bolzano non è in competizione con quella di Siracusa, ma sono due espressioni di un Paese incredibile. Bisogna dare ad ogni territorio l’idea di far parte di una bellezza più grande» ha aggiunto di Robilant.
Cos’è la bellezza?
«È qualcosa di sorprendente, quando ti colpisce ti lascia sempre senza fiato, è estasiante. Avere un Paese che ha come promessa la possibilità di fare esperire questo incontro è il più bello dei talenti e degli obiettivi. Secondo una ricerca dell’Università di Roma, bellezza è la prima parola che le altre nazioni associano all’Italia. Il vero problema è che noi non ne siamo consapevoli, non ne capiamo il potenziale diretto. Il lavoro della Fondazione è quello di far sì che la consapevolezza cresca, diventando strumento di competizione. Si tratta di un lavoro difficile ma profondo» ha concluso Maurizio di Robilant.
Ascolta l’intervista completa a Maurizio di Robilant
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Francesca Fiorentino
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