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Musica e sport: 5 effetti positivi sulle performance

La musica per chi fa sport: migliora concentrazione e risultati

Sono 5 gli effetti positivi della musica sulle performance degli atleti: ad evidenziarli è stata una ricerca scientifica che ha svelato il potere che ha la musica di influenzare le prestazioni degli atleti: dissociazione, sincronizzazione, controllo dell’eccitazione, acquisizione di abilità motoria e raggiungimento della trance agonistica.

Musica e sport, un connubio straordinario

La musica sembra essere un vero toccasana per chi fa sport, specie per chi lo pratica a livello agonistico o addirittura professionistico. Accade spesso di vedere sportivi che cercano un momento per sé stessi, con le cuffiette prima di una gara, di una partita di calcio o durante un allenamento.

Non è solo un modo per rendere più piacevole un momento di attesa o di sforzo fisico: molte ricerche stanno dimostrando chiaramente il potere della musica in tante attività della vita quotidiana, in particolare quelle sportive.  Ascoltarla aiuta a migliorare le prestazioni, aumenta il controllo dei movimenti, carica, rilassa, distrae.

È un vero e proprio fattore motivazionale, in grado di modificare i sentimenti di una persona, trasformando emozioni negative come la tristezza in felicità, e la paura in determinazione.

Musica e sport, star bene e ottenere grandi risultati

I risultati della ricerca

La ricerca scientifica sugli effetti di questa grande arte nello sport si è sviluppata intorno agli anni ’90, e ha individuato 5 funzioni particolari alle quali è stato attribuito il potere di influenzare le performance degli atleti, sia durante le competizioni, che nelle sessioni di allenamento.

Si tratta di dissociazione, sincronizzazione, controllo dell’eccitazione, acquisizione di abilità motoria e raggiungimento della trance agonistica.

La dissociazione consiste nell’effetto prodotto dalla musica di distrarre dalla sensazione di fatica e dalla percezione degli sforzi che si stanno compiendo, contribuendo a creare uno stato d’animo positivo, allontanando tensioni e paure legate al risultato.

La sincronizzazione dei battiti e del tempo della musica che si ascolta, con la successione di movimenti ripetitivi tipici di sport come corsa, ciclismo, sci di fondo, è in grado di migliorare il rendimento dell’attività, dando più regolarità al movimento, rendendolo più efficiente e prolungando la resistenza.

Il controllo dell’eccitazione deriva dal fatto che la musica altera l’eccitazione psicologica, in particolare attraverso il ritmo. Può essere utile sia per stimolare e dare la carica in vista dell’obiettivo da raggiungere, sia per gestire l’ansia, consentendo di raggiungere uno stato mentale ottimale.

L’acquisizione di abilità motorie è di particolare efficacia nei più giovani: migliora la coordinazione e consente di acquisire nuove e più complesse abilità motorie, stimola il movimento e rende il momento dell’apprendimento come qualcosa di appassionante e divertente.

Questi elementi concorrono al raggiungimento della trance agonistica: quel momento nel quale l’atleta sente in misura minore la fatica e produce una prestazione al di sopra dei suoi livelli abituali.

Gli effetti che l’ascolto della musica può determinare sulle prestazioni sportive risultano ancora più evidenti se si considera che in alcuni sport, come maratona e ciclismo, è vietano l’utilizzo degli auricolari durante le gare considerandoli paragonabili all’effetto ottenuto con l’uso di sostanze dopanti.

Musica, un toccasana anche per gli sportivi amatori

Quale musica scegliere?

Non tutti i generi producono lo stesso effetto: ecco perché è fondamentale scegliere quella giusta per ogni attività e per ogni persona. Alcune attività sportive, più ripetitive, si prestano in modo particolare ad essere accompagnate dalla musica. Inoltre, ci sono sport in cui l’ascolto è inteso in modo individuale, e altri in cui la musica serve alla squadra per creare spirito di gruppo e sincronizzare i movimenti.

La scelta deve cadere su un genere che piaccia, e che abbia un tempo ed un ritmo che rispecchino il tipo di attività da svolgere. Spesso, si ricorre a vere e proprie playlist create appositamente per seguire un circuito di allenamento con ritmi veloci e volume più alto nei momenti in cui lo sforzo si prevede più intenso, e musiche più lente a volume più basso nei momenti di recupero.

Questo strumento può essere usato anche, semplicemente, da chi non pratica attività agonistica e non ha particolari risultati da raggiungere, ma vuole comunque tenersi in forma e godere appieno dell’attività fisica.

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Redazione, Stateofmind, Wired

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