Auguri agli azzurri, la nazionale di calcio compie 112 anni

A costo di sembrare retorici, pensiamo che sia impossibile che almeno una volta non abbiate palpitato per le gesta della nostra nazionale di calcio. Oggi la squadra azzurra compie 112 anni

Ultima impresa in ordine di tempo la conquista degli Europei che ci ha riportato in vetta alle classifiche del Vecchio Continente, rilanciandoci come squadra tenace e fantasiosa. Gli azzurri rappresentano per noi un’idea superiore e anche se fa piuttosto strano legare sport e società, incarnano nel bene e nel male il nostro spirito patriottico.

La nazionale di calcio nasce il 13 gennaio 1910 per opera di Luigi Bosisio che fondando la selezione completa di fatto un processo nato nel 1898 con la creazione della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L’azzurro viene scelto il 6 gennaio del 1911 per la sfida contro la fortissima Ungheria, come omaggio ai Savoia. Da lì in avanti i successi vengono costruiti pezzo per pezzo. Con la vittoria dei Mondiali nel 1934 e 1938 e l’oro olimpico ai Giochi di Berlino, fino ai Mondiali del 1982 e del 2006 e gli Europei del 2020 (giocati in realtà nel 2021).

Ecco allora alcuni dei simboli più grandi della nostra amata nazionale di calcio.

Vittorio Pozzo

Non è stato il nostro primo commissario tecnico (quello fu Umberto Meazza) ma è stato quello che ci ha portato le nostre prime vittorie. Torinese, dal carattere schivo ma molto forte, Pozzo verrà ricordato sempre per la sua capacità di armonizzare stelle tra le più luminose del firmamento calcistico. Provenienti per lo più tutte dal Grande Torino.

Silvio Piola

È stato uno dei più grandi centravanti della storia del calcio, potente e prolifico (è ancora il miglior marcatore della serie A con 290 reti). Ha legato il suo nome alla leggendaria Pro Vercelli, al Novara e alla Lazio. Con la Nazionale di calcio vinse il Mondiale nel 1938 e dopo Gigi Riva e Giuseppe Meazza è il terzo miglior marcatore azzurro di sempre (30 reti).

Valentino Mazzola

Forse il giocatore più moderno e forte che l’Italia abbia mai avuto. Cuore e anima del Grande Torino e della Nazionale, padre di un altro grande azzurro, Sandro Mazzola (e del compianto Ferruccio). Morì nella tragedia di Superga, dopo aver vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere.

Gianni Rivera e Sandro Mazzola

Non ce ne vogliano se li mettiamo nello stesso paragrafo ma è così che li ricordano gli italiani. Come due talenti purissimi, in competizione, almeno in Nazionale, per lo stesso ruolo. Simboli delle loro rispettive squadre di club, Milan e Inter. Il Golden Boy del calcio e il figlio della leggenda, capace comunque di valorizzare l’eredità paterna. La partita simbolo? Italia-Germania 4-3, semifinale di Messico ’70.

Gigi Riva

Il vero bomber della Nazionale, attuale capocannoniere azzurro con 35 reti, vice campione del mondo nel 1970 e campione d’Europa nel 1968. Simbolo del Cagliari campione d’Italia 1970, il cui scudetto fu forse il più bello della storia del calcio italiano. Rifiutò le lusinghe dei grandi club rimanendo per tutti l’emblema di un calcio grintoso e popolare.

Dino Zoff, Paolo Rossi, Enzo Bearzot

I tre volti degli azzurri che più leghiamo alla meravigliosa vittoria del Mundial 82. Certo, aggiungiamo anche l’urlo di Tardelli. Il portiere che a 41 anni vinse il mondiale, il centravanti straordinario che non sbagliava un gol. E l’allenatore che come un bravo padre di famiglia li aveva resi tutti squadra. Una memoria indimenticabile, qui la nostra Nazionale di calcio tocca uno dei picchi più alti della sua popolarità.

Fabio Cannavaro

Dal 1982 al 2006 facciamo un grande salto fino alla finale mondiale contro la Francia che valse agli azzurri il quarto titolo mondiale. Nominiamo Cannavaro perché il calcio è sempre piuttosto avaro con i difensori, mentre lui è stato sicuramente uno dei simboli di quell’inattesa vittoria, assieme a Grosso, Del Piero, Pirlo, Materazzi.

Roberto Mancini

Ultimo, ma non ultimo, il nostro attuale commissario tecnico Roberto Mancini. Da giocatore non ha avuto un rapporto brillante con la nazionale, a dispetto di un talento purissimo (e di un carattere da leader). Ma da CT si è preso una grande rivincita conquistando gli Europei. Con a fianco l’amico di sempre, Gianluca Vialli. Impossibile dimenticare il loro abbraccio al termine della finale con l’Inghilterra. Grazie!

Francesca Fiorentino

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