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Scuola, ancora incerto il rientro per le superiori. Il piano vaccinazioni per il 2021

Confermato per il 7 gennaio il rientro in classe per gli studenti di elementari e medie. I Governatori di alcune regioni frenano però sul ritorno in presenza dei ragazzi delle superiori. Prosegue, anche se a rilento, il piano vaccinazioni per le frange più a rischio della popolazione.

vaccino

Partito il piano vaccinazioni

Sono oltre 40mila i già vaccinati contro il Covid-19 in tutta Italia, soprattutto operatori sanitari e sociosanitari.

Perché è da loro che prende le mosse il piano vaccinazioni nazionale: per contrastare la diffusione del virus è necessario vaccinare tutte le persone con il più alto tasso di rischio contagio.

I primi ad essere sottoposti a vaccinazioni sono i lavoratori delle strutture sanitarie, ospedali e Rsa, e tutti gli ospiti in cura nelle strutture residenziali, luoghi in cui è stato registrato un alto tasso di contagio e in cui sono presenti le persone più a rischio di vita: gli anziani.

Il piano vaccinazioni in Italia

Pochi giorni prima di Capodanno sono arrivate in Italia le prime 470mila dosi di vaccino Pfizer, che hanno seguito di poche ore le oltre 9.000 dosi somministrate durante il Vaccine-Day.

Ogni inizio settimana arriveranno in Italia 470mila dosi circa, che verranno distribuite sul territorio nazionale in modo proporzionato rispetto alla popolazione di ciascuna regione. Sono stati individuati siti di somministrazione in tutta Italia, luoghi da cui muovono i passi le vaccinazioni locali.

Vaccinazioni regionali

Ogni regione ha predisposto il proprio piano per la somministrazione delle dosi, dando la precedenza alle categorie più a rischio: in Toscana i primi ad essere sottoposti a  vaccinazioni sono gli ospiti delle Rsa, in Emilia Romagna il personale sanitario e gli ospiti e operatori delle strutture per anziani.

In Veneto, invece, si procederà parallelamente vaccinando sia i medici ed infermieri ospedalieri delle aree più a rischio che i soggetti che vivono e lavorano nelle strutture residenziali, come sottolineato nel corso di una delle recenti conferenze stampa della Regione Veneto dal Direttore generale della Sanità Luciano Flor, che ha aggiunto: “Entro fine gennaio sarà vaccinato tutto il personale sanitario e tutti gli ospiti e i lavoratori delle Rsa e delle strutture sanitarie del territorio”.

Aumentano le dosi di vaccino delle fiale

Una direttiva del Ministero della Salute, in accordo con l’Aifa (Agenzia Italiana del farmaco) impone una variazione nell’utilizzo dei flaconi di vaccino che ogni settimana arrivano in Italia.

Inizialmente erano 5 le dosi da ricavare da ognuno di questi, ora invece si potranno estrarre 6 dosi, per un aumento del 20% dei vaccinati in ogni carico settimanale. Resterà invariato il contenuto di ogni flacone, l’obiettivo è di utilizzare tutto il prodotto presente nelle fialette, evitando inutili sprechi.

Continua il tracciamento dei positivi

La partenza delle vaccinazioni, però, non deve far diminuire il grado di allerta per quanto riguarda i contagi e il loro aumento. È necessario continuare con i tamponi per le persone a rischio contagio che presentano sintomi riconducibili al Covid-19 o che sono entrate in contatto con un positivo.

tamponi

E’ necessario continuare con i tamponi

Perché se è vero che la luce in fondo al tunnel non è così lontana, anche se abbiamo appena iniziato a vederla, nelle nostre regioni il virus Sars-Cov-2 continua a diffondersi senza farsi vedere.

Classificazione delle regioni

Siamo alle ultime battute per quanto riguarda il periodo di festa e questo dovrà portare alla revisione (o conferma) del Dpcm Natale emanato a metà dicembre.

Con la scadenza delle misure restrittive in vigore dall’inizio delle Feste, il Governo sta  pensando ad un provvedimento che possa traghettare il Paese verso la ripresa parziale delle attività, anche se pare che la zona arancione sarà in vigore per il weekend del 9 e 10  gennaio (chiusura di bar e ristoranti e spostamenti vietati anche tra Comuni) mentre fino al 15 gennaio dovrebbe essere vietato spostarsi tra regioni.

Rientro a scuola

Pare confermata intanto la decisione di riprendere con il 7 gennaio la didattica in presenza per gli alunni di elementari e medie. Sul rientro in classe del 50% degli studenti delle superiori annunciato dal Governo frenano sia alcuni Governatori delle regioni che parte dei sindacati della scuola.

La proposta da più parti è quella di far slittare la decisione a dopo il 18 gennaio.

“Il 18 gennaio potremmo già avere un’idea dell’andamento epidemiologico e decidere a ragion veduta” – ha detto all’Ansa Elvira Serafini, segretario dello Snals, uno dei sindacati della scuola.

“Continuiamo a leggere notizie giornalistiche ma con il Ministero non c’è nessun tipo di confronto. I dirigenti scolastici sono stremati; continuano a fare e rifare orari per le attività didattiche in presenza al 50%.

Le famiglie sono confuse, i docenti si stanno reinventando modalità didattiche per tenere insieme i gruppi classe e quelli in Ddi. Non è ancora chiaro se alle Regioni sono arrivate le risorse per ampliare la mobilità con mezzi aggiuntivi. In alcuni casi non vengono investiti i finanziamenti assegnati nei mesi scorsi per ritardi burocratici. Ci preoccupa tanto la disomogeneità delle soluzioni”. Lo afferma, sempre all’agenzia Ansa, Maddalena Gissi della Cisl Scuola.

Sono aperte inoltre le iscrizioni online per il prossimo anno scolastico, il 2021/2022. Le domande potranno essere effettuate dalle 8:00 del 4 gennaio 2021 alle 20:00 del 25 gennaio 2021 sulla pagina dedicata del Ministero dell’Istruzione: www.istruzione.it/iscrizionionline

Redazione

Inviato a Venezia: Marco Lacava

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