In questo nuovo episodio del podcast Farmaconsulenze, ci siamo immersi nel mondo della dermocosmesi insieme alla dott.ssa Lubiana Stanzione, farmacista cosmetologa. Durante l’intervista, abbiamo affrontato alcuni dei luoghi comuni più diffusi sulla protezione solare, sfatando miti e offrendo consigli pratici per un uso corretto e consapevole dei prodotti solari.
Ascolta il podcast con l’intervista per scoprire maggiori informazioni.
Protezione solare tutto l’anno: una necessità e non un’opzione
Molti associano la protezione solare esclusivamente al periodo estivo e, in particolare, ai giorni passati al mare, sotto il sole cocente. Tuttavia, come sottolinea la dottoressa Lubiana Stanzione, farmacista cosmetologa, questa convinzione è profondamente fuorviante. La protezione solare non è un semplice complemento della skin care routine, ma rappresenta una vera e propria misura di prevenzione quotidiana, necessaria per contrastare i danni invisibili e cumulativi che i raggi ultravioletti possono infliggere alla pelle durante tutto l’anno.
La sua funzione va ben oltre l’aspetto estetico: applicare regolarmente un filtro solare significa anche contribuire alla prevenzione di patologie gravi come i melanomi cutanei e altre forme di tumori della pelle, che possono svilupparsi nel tempo a causa di un’esposizione solare prolungata e non protetta. Anche nei mesi invernali o nelle giornate nuvolose, fino all’80% dei raggi UV può raggiungere la superficie terrestre. È dunque fondamentale applicare la protezione solare ogni giorno, indipendentemente dal meteo o dalla stagione, perché i danni da esposizione solare non si fermano con l’estate, né si annullano in assenza di sole visibile.
Raggi UVA e UVB: conoscerli per proteggersi davvero
Un aspetto cruciale per proteggere efficacemente la pelle è comprendere la differenza tra i raggi UVA e UVB, poiché ciascuno ha effetti specifici e dannosi sul nostro organismo. I raggi UVB, più intensi nei mesi estivi e nelle ore centrali della giornata, sono quelli direttamente responsabili delle scottature, degli eritemi e, nei casi più gravi, di danni cellulari acuti. La loro azione è superficiale, limitata agli strati esterni dell’epidermide, ma è comunque pericolosa e può provocare infiammazioni visibili in breve tempo.
Al contrario, i raggi UVA sono molto più insidiosi: sono presenti in maniera costante tutto l’anno, indipendentemente dalla temperatura o dalla presenza del sole. Hanno la capacità di attraversare vetri, nuvole e anche alcuni tipi di abbigliamento leggero, penetrando negli strati più profondi della pelle, fino al derma. È qui che provocano danni a lungo termine, accelerando il processo di foto-invecchiamento, ovvero l’invecchiamento cutaneo indotto dalla luce. Questo si manifesta con rughe marcate, macchie scure, perdita di elasticità e tono, ma anche con alterazioni del DNA cellulare che, nel tempo, possono contribuire allo sviluppo di patologie cutanee serie.
Poiché gli UVA rappresentano circa il 95% delle radiazioni ultraviolette che raggiungono la nostra pelle ogni giorno, anche in ambienti chiusi o in auto, è essenziale garantire una protezione solare quotidiana, con filtri che offrano una schermatura ad ampio spettro, capace di coprire sia i raggi UVA che UVB in modo equilibrato.

I 5 falsi miti più diffusi sulla protezione solare
Attorno al tema della protezione solare circolano ancora molti falsi miti che possono compromettere l’efficacia della prevenzione e portare a comportamenti sbagliati. Ecco i cinque più comuni, con l’aiuto della dottoressa Lubiana Stanzione li analizziamo e li sfatiamo uno per uno.
“La protezione solare impedisce l’abbronzatura”: Falso. Anche un SPF 50 lascia passare una minima parte dei raggi UV, consentendo alla pelle di abbronzarsi gradualmente. L’abbronzatura ottenuta con protezione è più uniforme e, soprattutto, meno soggetta a spellature, scottature e danni profondi. È un’abbronzatura più lenta, ma decisamente più sana e duratura.
“La protezione solare impedisce la sintesi della vitamina D”: Non è vero. Il nostro corpo è in grado di sintetizzare vitamina D anche in presenza di filtri solari. Bastano infatti 10-15 minuti di esposizione quotidiana al sole, al di fuori delle ore più calde della giornata, per attivare la produzione di vitamina D attraverso la pelle. Inoltre, la quantità di superficie esposta (mani, braccia, viso) è sufficiente a garantire livelli adeguati, anche se si utilizza una protezione con SPF.
“Si può usare la crema solare dell’anno scorso”: Errore comune. Tutti i cosmetici, comprese le protezioni solari, hanno una durata indicata con il simbolo PAO (Period After Opening), generalmente 12 mesi. Trascorso questo periodo, i filtri contenuti nel prodotto iniziano a degradarsi, perdendo efficacia. Inoltre, l’esposizione a calore, luce e sabbia può alterare la formulazione anche prima della scadenza, motivo per cui è sempre meglio acquistare un prodotto nuovo ogni stagione.
“Basta metterla una volta al giorno”: No. Per una protezione efficace, la crema solare deve essere riapplicata ogni due ore, specialmente dopo bagni, sudorazione intensa o l’utilizzo di asciugamani. La durata dell’SPF non è infinita e, con il passare del tempo, lo strato protettivo perde consistenza, esponendo la pelle ai raggi nocivi.
“Più ne metto, peggio è”: Tutt’altro! La quantità è cruciale per ottenere l’effettiva protezione indicata sulla confezione. Per il viso, ad esempio, si consiglia l’equivalente di due dita di prodotto. Usarne troppo poco significa ridurre drasticamente la protezione, anche se si utilizza un SPF alto. In questo caso, esagerare è molto meglio che sottodosare: più che un eccesso, è una garanzia di sicurezza.
SPF: cosa indica davvero?
Uno degli equivoci più diffusi riguarda il significato dell’SPF, ovvero il Sun Protection Factor. Molti credono erroneamente che indichi il tempo durante il quale si può stare al sole senza scottarsi. In realtà, l’SPF misura la capacità del prodotto di filtrare i raggi UVB, i principali responsabili di scottature ed eritemi. Ad esempio, un SPF 30 filtra circa il 97% dei raggi UVB, mentre un SPF 50 arriva al 98% e un SPF 50+ si avvicina al 99%.
La differenza tra un SPF 30 e un SPF 50 può sembrare minima, ma è significativa soprattutto in caso di esposizione prolungata o intensa. Tuttavia, il vero problema è la quantità di prodotto applicato: studi dimostrano che nella vita quotidiana si applica mediamente solo un terzo della quantità necessaria per ottenere la protezione indicata in etichetta. Questo significa che anche con un SPF alto, la protezione reale può essere drasticamente inferiore.
Per questo è fondamentale applicare una quantità generosa e uniforme di prodotto. Inoltre, scegliere un SPF più alto è una strategia consigliabile, poiché compensa l’applicazione non sempre perfetta e garantisce una protezione più costante, soprattutto nei momenti in cui si è meno attenti o si è in movimento.

Consigli pratici per un uso corretto della protezione solare
La scelta tra SPF 30 e SPF 50 dipende da vari fattori, tra cui il fototipo della pelle, lo stile di vita e la durata dell’esposizione al sole. In generale, è sempre preferibile orientarsi verso un fattore di protezione più alto, soprattutto per chi ha la pelle chiara o tende a scottarsi facilmente. Se si prevede di passare molto tempo al sole, è consigliabile scegliere un SPF 50 o superiore per garantire una protezione ottimale contro i danni causati dai raggi UV. Per chi ha una pelle più scura, che tende a proteggersi meglio dai danni solari, un SPF 30 potrebbe essere sufficiente per brevi esposizioni.
Un aspetto fondamentale è applicare la protezione solare circa 15-20 minuti prima di esporsi al sole, in modo che il prodotto abbia il tempo di aderire correttamente alla pelle e attivarsi. Non è necessario, però, aspettare mezz’ora come spesso si dice, soprattutto con i prodotti moderni, che sono progettati per essere efficaci immediatamente dopo l’applicazione. La protezione deve poi essere riapplicata frequentemente, almeno ogni due ore, e subito dopo aver nuotato, sudato abbondantemente o essersi asciugati con l’asciugamano.
Per facilitare l’applicazione, puoi scegliere soluzioni pratiche come stick o spray. Gli stick sono ideali per le aree più piccole e sensibili del viso, come il contorno occhi e le labbra, mentre gli spray sono perfetti per il corpo e per una protezione rapida e uniforme. Tuttavia, con gli spray è importante non limitarsi a una passata veloce: per garantire una copertura completa, è necessario spruzzare generosamente e massaggiare il prodotto sulla pelle per evitare zone scoperte.
Filtri solari: organici vs inorganici
Una delle domande più comuni che vengono poste in farmacia riguarda la scelta tra filtri solari chimici (organici) e fisici (inorganici). In realtà, tutti i filtri solari sono “chimici” in un certo senso, nel senso che interagiscono con i raggi UV, ma la distinzione corretta riguarda il loro funzionamento e il loro modo di proteggere la pelle.
I filtri solari organici (o chimici) assorbono i raggi UV, trasformandoli in calore che poi viene rilasciato dalla pelle. Questi filtri sono generalmente più leggeri sulla pelle e tendono a essere invisibili, lasciando una finitura non grassa. Tuttavia, alcune persone, in particolare quelle con pelle sensibile, potrebbero essere più suscettibili a reazioni allergiche o irritazioni.
D’altra parte, i filtri solari inorganici (o fisici), come l’ossido di zinco e il biossido di titanio, riflettono i raggi UV dalla pelle, agendo come uno scudo. Questi filtri tendono a lasciare un residuo bianco sulla pelle, ma sono meno reattivi e, per questo motivo, sono particolarmente adatti per bambini, pelli sensibili, o donne in gravidanza. I filtri fisici, inoltre, offrono una protezione immediata e non richiedono il tempo di assorbimento che è invece necessario per i filtri chimici.
Oggi, molti prodotti solari combinano entrambe le tipologie di filtri, offrendo una protezione a più ampio spettro. Questo approccio bilanciato permette di beneficiare dei vantaggi di entrambe le soluzioni, garantendo un’efficace protezione contro i dannosi raggi UVA e UVB, senza rinunciare alla leggerezza e alla rapidità di applicazione.
Novità 2025: luce blu e solari multifunzionali
Una delle tendenze emergenti nel 2025 riguarda una crescente consapevolezza dei danni causati dalla luce blu, che non proviene solo dagli schermi digitali, ma è anche emessa dal sole. La luce blu ad alta energia è in grado di penetrare profondamente nella pelle, provocando danni simili a quelli causati dai raggi UVA, come l’iperpigmentazione e l’invecchiamento precoce. Questi danni, a lungo andare, si traducono in macchie scure, perdita di tonicità e rughe, effetti simili a quelli dell’esposizione ai raggi UV. Proprio per questo, molti produttori di cosmetici stanno iniziando a incorporare filtri contro la luce blu nei loro prodotti solari, per proteggere la pelle anche da questa fonte di danno invisibile, sempre più presente nella vita quotidiana.
Un’altra grande novità riguarda l’industria dei solari multifunzionali, che sta rispondendo alle esigenze di una vita urbana e frenetica, dove la protezione solare non è l’unica necessità della pelle. Oggi, molte formulazioni combinano la protezione solare con trattamenti specifici, come azioni antimacchia, anti-imperfezioni, o idratanti. Questi solari ibridi sono ideali per chi cerca praticità e efficacia in un solo prodotto, specialmente per chi vive in città, dove l’esposizione ai raggi UV e alla luce blu è costante.
Alcuni di questi prodotti, come le creme solari colorate o le formule con ingredienti antiossidanti, vanno applicati solo due volte al giorno, rendendoli ideali per chi ha una routine veloce ma completa. La possibilità di integrare la protezione solare con trattamenti anti-age, uniformanti o riequilibranti rappresenta un vantaggio significativo, soprattutto per chi desidera curare la pelle in modo efficace durante tutto l’anno.

Un messaggio finale: proteggersi è prendersi cura della salute
La protezione solare non deve essere vista come un semplice gesto estetico, ma come un vero e proprio atto di cura per la nostra salute. Proteggersi dai danni solari significa prevenire non solo l’invecchiamento cutaneo, ma anche patologie molto più gravi, come i melanomi, che sono tra i tumori più comuni e pericolosi della pelle. Inoltre, la protezione solare è essenziale per evitare danni accumulativi a lungo termine, che possono portare a problematiche più serie con l’avanzare dell’età.
È importante sfatare anche un altro mito: chi ha la pelle reattiva o sensibile non deve rinunciare alla protezione solare, ma può optare per filtri fisici come l’ossido di zinco, che sono meno irritanti e adatti anche per la pelle più delicata.
Contrariamente a quanto si crede, non è necessario applicare la crema solare mezz’ora prima di esporsi al sole. L’importante è applicarla prima di uscire di casa, in modo da proteggere la pelle fin dai primi momenti di esposizione, che possono verificarsi già durante il tragitto verso la spiaggia o il parco. L’applicazione tempestiva aiuta a prevenire i danni che iniziano con i primi raggi UV, spesso invisibili e dannosi già nelle ore del mattino.
In conclusione, la protezione solare deve diventare una parte integrante della nostra routine quotidiana, non solo durante le vacanze estive, ma 365 giorni all’anno. La pelle, infatti, è esposta ai danni solari anche durante le giornate nuvolose o quando siamo in città, dove la riflessione dei raggi UV da edifici o superfici può essere altrettanto dannosa. Solo con una protezione costante possiamo garantire alla nostra pelle una difesa efficace, duratura e consapevole. La protezione solare non è solo un cosmetico, ma una scelta di benessere e prevenzione per il nostro corpo.
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