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solidarietà

Onorificenze al merito della Repubblica, Mattarella nomina 36 esempi di solidarietà

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a 36 cittadini la nomina di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per impegni civili e di solidarietà. Le loro azioni siano di ispirazione per questo 2021.
persona in difficoltà
La pandemia ha aumentato il disagio sociale
Sono 21 donne e 15 uomini, di età compresa tra i 18 e i 92 anni, i cittadini insigniti dal Capo dello Stato Sergio Mattarella con l’Onorificenza al merito della Repubblica italiana.
Esempi di solidarietà
Trentasei persone che si sono distinte per l’impegno nella solidarietà, nel volontariato, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella promozione della cultura, della legalità e del diritto alla salute. Due volte l’anno il Presidente della Repubblica, di propria iniziativa, conferisce questo riconoscimento ad alcune persone che rappresentano anche l’impegno di tanti altri che, come loro, si dedicano alle cause sociali, diventando cittadini esemplari.
L’Ordine al merito della Repubblica italiana
Con questa nomina si entra a far parte dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (OMRI), il più alto degli ordini della nostra nazione, presieduto dal Presidente della Repubblica.
medaglie
Le onorificenze
È stato istituito nel 1951 e reso operativo l’anno successivo con lo scopo di ricompensare coloro che si sono distinti nel campo delle lettere, delle arti e dell’economia e nelle iniziative sociali in favore del prossimo. Ed è così che il Presidente della Repubblica, di propria iniziativa (motu proprio) ha la facoltà di conferire l’onorificenza per segnalare un particolare impegno negli ambiti sopra indicati.
Una vita dedicata alla solidarietà
Chiara Amirante, fondatrice della comunità Nuovi Orizzonti, è una delle 36 persone a cui è stata conferita la nomina. Chiara è una delle 4 ad aver ricevuto il titolo di “Ufficiale al merito della Repubblica italiana” per il suo fedele impegno nel recupero delle persone ai margini sociali e nel contrasto alle dipendenze. Nella sua comunità, aperta alla fine degli anni ’90, accoglie ragazzi e ragazze che affrontano problemi di droga, alcool, prostituzione, schiavitù, abusi, disagio, dipendenze e povertà di ogni tipo. Negli anni è stato costante il suo impegno nell’aiuto di coloro che hanno bisogno. Tutto è partito dalla Stazione Termini di Roma, come raccontato proprio da Chiara Amirante in un’intervista al Corriere della Sera: “Avevo sentito questa spinta – racconta – ad andare in strada di notte. A Termini, allora, nei sottopassaggi della metro c’erano situazioni inimmaginabili. E io mi sentivo interpellata da quello che chiamo “il grido del popolo della notte”. Sono entrata nelle storie dei ragazzi che incontravo e ho scoperto un popolo sterminato di giovani mendicanti d’amore”.
Chiara Amirante
Chiara Amirante
Un amore che Chiara è riuscita a dare e che ha portato alla nascita di una comunità che è più di un semplice posto in cui intraprendere un percorso, come sottolineato dalla stesa Chiara: “Non c’erano luoghi che facessero fare un percorso di guarigione del cuore e di conoscenza di sé, che aiutasse a liberarsi da piovre mortali che imprigionano l’anima fino a ucciderla. Da qui l’idea di accogliere questi ragazzi che, giorno per giorno, diventavano la mia nuova famiglia”. Una famiglia che ha una madre, Chiara, e un padre, Dio. Perché il percorso dei ragazzi parte da qui, dall’apertura del proprio cuore e della propria mente alla spiritualità e a Dio. “La risposta dei ragazzi è stata al di là di ogni immaginazione e quella che doveva essere una piccola comunità di 20 ragazzi e ragazze è diventata Nuovi Orizzonti” ha aggiunto Chiara Amirante. Sono tante le persone e le associazioni che ogni giorno nel nostro Paese si impegnano nel sociale, nell’aiuto al prossimo e nella solidarietà, ed è giusto che le iniziative più significative siano sottolineate con un riconoscimento così importante. Mettere in luce un esempio per illuminare di riflesso tutto il resto, come scritto da Chiara Amirante sul proprio profilo ufficiale: “Dedico questo riconoscimento a tutti coloro che ogni giorno nel silenzio si impegnano a cambiare il mondo iniziando a cambiare se stessi e a tendere la mano al prossimo”. Come Nicoletta Cosentino, palermitana, che in un laboratorio artigianale, da lei aperto, offre lavoro a donne che hanno subito violenze fisiche e psicologiche. Anche Nicoletta stessa è stata vittima di violenza e con il suo progetto “Le cuoche combattenti” intraprende con le donne in difficoltà un percorso per riuscire a riconquistare l’indipendenza personale ed economica. Come Alma Broccoli, 92 anni. Vive in provincia di Novara e una volta in pensione ha iniziato a lavorare come volontaria della Croce Rossa. È la centralinista della Croce Rossa di Arona e coordina le operazioni dei volontari. Come don Luigi D’Errico, 58 anni, che dedica il suo tempo alle persone disabili offrendo loro un percorso di catechesi presso la Chiesa dei Santi Martiri dell’Uganda nel quartiere Ardeatino a Roma. Come padre Salvatore Morittu, 74 anni, di Sassari, che ha speso la sua vita nella lotta alle tossicodipendenze e all’emarginazione sociale. Nel 1980 ha fondato a Cagliari una comunità per il recupero terapeutico dalla tossicodipendenza: Comunità San Mauro, la prima di questo tipo in Sardegna. Solo per raccontare alcune delle storie quotidiane uscite dall’anonimato in seguito al riconoscimento del presidente Matterella. Leggi anche il nostro articolo sulla Giornata mondiale del volontariato lo scorso 5 dicembre
5 dicembre 2020, Giornata mondiale del volontariato. L’opera silenziosa di un esercito instancabile
Marco Lacava Fonte immagini: Pexels e Pixabay ©2021 Radio Wellness®