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Sicurezza e web, 3 consigli della Polizia Postale per navigare consapevolmente

Navigare nel web rappresenta una possibilità per molti, ma può essere anche un pericolo, per grandi e piccoli. È compito della Polizia Postale e delle Comunicazioni cercare di contrastare truffe e abusi di cui si può essere vittime. 

Nell’ultimo anno, per via della pandemia che ha colpito il mondo, l’uso del web e dello smartphone tra i ragazzi è aumentato del 65%, secondo l’indagine condotta dall’Istituto Piepoli per il Moige (Movimento Italiano Genitori). Un utilizzo più costante e più significativo rispetto agli anni precedenti per via soprattutto della didattica a distanza e del desiderio di continuare a mantenere i rapporti con i compagni di classe e gli amici anche durante i lockdown e le restrizioni. Ma è importante sapere come navigare in sicurezza, quali sono i rischi che si corrono sul web, come evitarli e come non cadere in trappola. 

Abbiamo affrontato questi argomenti con il dott. Sergio Russo, dirigente Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto. Di seguito l’intervista integrale.

Sicurezza e web, la Polizia Postale in aiuto dei giovani e non solo

La Polizia Postale rappresenta un alleato di tutti i navigatori del web, sia i giovani sia gli adulti sia le aziende private. Il dott. Russo, durante l’intervista, per spiegarci in cosa consiste il lavoro della Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha detto:

Si occupa di tutto quello che riguarda la sicurezza nella rete: la cybersecurity, i reati finanziari, il contrasto allo sfruttamento sessuale di minori online. Queste sono prevalentemente le nostre materie. Ci occupiamo anche del monitoraggio della rete internet, che è un mare magnum di informazioni, della propaganda e del cyber terrorismo”.

Sono molteplici i rischi che si corrono viaggiando in rete e il controllo di tutto ciò è appannaggio di questa specialità della Polizia di Stato.

Quindi, quali sono i rischi che i ragazzi corrono navigando nel web? Il dott. Russo ha sottolineato che il pericolo più frequente è che un giovane minorenne venga avvicinato da un adescatore seriale tramite i canali social, le chat o addirittura attraverso i siti di gaming.

Inoltre, la diffusione di immagini a contenuto sessualmente esplicito e il cyberbullismo sono fenomeni che coinvolgono anche i più giovani che restano le vittime più vulnerabili.

Web e trappole per i giovani

Web e trappole per i giovani

Abbiamo chiesto al dott. Russo come mai così tanti minorenni riescano ad accedere in assoluta tranquillità a siti e social così pericolosi, possibili trappole per chi è indifeso. Si può trovare una risposta nel fatto che le età minime per accedere ai social sono molto basse, dai 13 anni fino ai 16 anni. In più, spesso il genitore fornisce precocemente dispositivi tecnologici al figlio, consentendogli di navigare tranquillamente. 

Questi due fattori ci permettono di dare una spiegazione a questo fenomeno: “Minori, anche molto piccoli, di 10 o 11 anni, accedono a contenuti della rete: da un lato ci sono molti contenuti utili alla loro crescita, educazione, studio e sviluppo ma dall’altro lato ci sono altri contenuti che devono essere più attentamente sorvegliati. Parlando di ragazzi così giovani, chi dovrebbe farlo se non i genitori?”. A conferma del ruolo fondamentale che i genitori ricoprono in questa dinamica. 

Ma cosa bisognerebbe fare per evitare che accada ciò? Il dott. Russo durante l’intervista ha sottolineato che il punto di partenza è un’ accurata informazione personale dei ragazzi.

Queste informazioni devono essere veicolate dalle istituzioni, dai genitori e da tutti gli educatori con cui i giovani entrano in contatto. Il lavoro della Polizia Postale e delle Comunicazioni sotto questo punto di vista è molto importante: “Siamo presenti su vari social, su varie piattaforme. Facciamo un’opera di educazione andando nelle scuole, confrontandoci con coloro che hanno questi problemi”. 

Pericoli sui social e sul web

Pericoli sui social network e sul web

Ma non solo, in occasione del Safer Internet Day la Polizia di Stato, con la Polizia Postale e delle Comunicazioni: “Ha organizzato un importante incontro a livello nazionale nel quale è riuscita a riunire 3mila classi, per un totale di 265mila studenti.

Secondo il mio dipartimento questa è una delle strategie vincenti per rendere i ragazzi informati e mettere al corrente di quali sono i rischi. I genitori hanno un ruolo importante, ma anche i docenti e tutti gli educatori, gli allenatori e tutte le persone a cui vengono affidati i minori”.

L’informazione precisa e accurata di tutto ciò dev’essere un’azione congiunta di differenti organi e persone, al fine di far recepire ai più giovani tutto quello che c’è da sapere per navigare nella rete in sicurezza. 

In caso di dubbi, perplessità o paure, la Polizia Postale è a completa disposizione per tutti coloro che vogliono segnalare possibili abusi, truffe o raggiri pericolosi: “Noi siamo presenti sulla rete con i social, un sito (www.poliziadistato.it) e un commissariato virtuale online (www.commissariatodips.it) dove si possono fare le segnalazioni.

Per i minori abbiamo un’applicazione che si chiama InfoPol: un’app che, lasciando il segnalante anonimo, mette la polizia in condizione di intervenire preventivamente per evitare guai peggiori”. 

Ricapitolando, sono tre i paletti fondamentali da tenere bene a mente:

  • essere informati: è necessario essere coscienti dei possibili rischi che si corrono navigando sul web, postando sui social e rispondendo alle persone sconosciute in chat;
  • rivolgersi alla polizia: è importante sapere che c’è un reparto specializzato della Polizia di Stato impegnato nell’aiuto di coloro che si trovano in situazioni pericolose. Tramite i canali della Polizia Postale e delle Comunicazioni (social, sito e app), è possibile comunicare con loro, anche in forma anonima, per denunciare possibili reati legati alla rete;
  • controllo degli adulti: è fondamentale la costante attenzione da parte degli adulti, sia in fase preventiva con l’accesso ai devices dei figli più piccoli per verificare i contenuti delle chat che in caso di “brutti incontri” per saper riconoscere il disagio dei figli e agire tempestivamente.  

Leggi anche il nostro articolo sul Safer Internet Day e l’indagine dell’Istituto Piepoli su minori e web

9 febbraio, Giornata mondiale per la Sicurezza in Rete. Lo studio sui minori

Marco Lacava

Fonte immagini: Pexels

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