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Spadafora: “Impianti sportivi aperti dal 25 maggio”. Ascolta Roberto Cognonato Pres. Fin Veneto.

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Il ministro dello Sport anticipa la possibile data per la ripartenza di piscine e palestre. C’è però ancora attesa per i protocolli anti-Covid da applicare. Ascolta ora l’intervista a Roberto Cognonato, Presidente FIN, Federazione Nazionale Nuoto: Arriva nella serata di ieri (13 maggio 2020) la decisione del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora di proporre il 25 maggio come data per la riapertura di piscine e palestre: “Proporrò di aprire i centri sportivi e le palestre al massimo entro il 25 maggio. Dobbiamo fare in modo che tutte le strutture abbiano la possibilità di riaprire e far sì che il protocollo (che verrà deciso) sia adattabile. Metteremo a disposizione delle risorse per questo”. Il ministro ha annunciato che sono stati messi a disposizione delle federazioni sportive 17 milioni di euro proprio per attuare i protocolli di sicurezza. Inoltre, “complessivamente tra fondi ordinari e straordinari  – ha sottolineato Spadafora – arriviamo a circa un miliardo di euro di risorse complessive. Tra queste, il bonus ai lavoratori sportivi. Ad oggi è già stato dato il bonus ad oltre 75.000 lavoratori sportivi. Riguardo alla riapertura del bando sport e periferia, abbiamo raddoppiato il fondo con 140 milioni di euro. Ci sarà poi anche il voucher per le palestre. Lo sport insomma potrà trarre da questo dramma anche un’ occasione per rigenerarsi”. Dunque per ora di certo c’e la data della riapertura anche se ancora mancano le linee guida di governo e Inail sui protocolli per la sicurezza. Norme che gli addetti del comparto attendono con ansia per iniziarne l’attuazione o per rendersi conto, come si teme da più parti, che non tutti avranno la capacità di adeguarsi. In Veneto, solo per citare un esempio, i centri sportivi affiliati FIN, Federazione nazionale nuoto sono un centinaio – ha detto Roberto Cognonato, presidente regionale della Federazione –  che vanno dal piccolo impianto con qualche centinaio di frequentatori ai grandi con migliaia di utenti. Sono circa 4.000 gli addetti impiegati, ma son stime per difetto. Noi ci auguriamo che il governo approvi le linee guida che come Fin già da un paio di settimane abbiamo sottoposto con l’aiuto di tecnici ed esperti. Sono specifiche per il mondo degli impianti natatori quindi per gestire l’emergenza in questi luoghi”. Il presidente Fin Veneto anticipa un possibile scenario: “Tendenzialmente sappiamo che gli ingressi saranno su prenotazione in modo da poter gestire le presenze nell’impianto affinché i numeri siano compatibili col protocollo. Gli utenti dovranno arrivare con po’ di anticipo, ci sarà il controllo della temperatura, la modulistica da compilare con l’autocertificazione sulla stato di salute. Negli spogliati ci sarà personale addetto alla sorveglianza. Vi saranno vari passaggi con uso di gel igienizzante per le mani. La mascherina si potrà togliere solo al momento dell’ingresso in vasca e poi verrà rimessa prima di tornare negli spogliatoi. Per chi accede alle aree esterne probabilmente ci saranno le stesse norme di distanziamento che regolano gli stabilimenti balneari. Anche i dipendenti dovranno sottostare ai protocolli di sicurezza”. “Per ora – ha concluso il presidente Fin Veneto – il nostro problema è l’approvvigionamento di mascherine che mancano e negli impianti ne serviranno molte”.  Sentiamo le dichiarazioni di Roberto Cognonato, presidente Veneto Fin, Federazione italiana nuoto: Dorotea Rosso ©2020 RadioWellness®