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Torna l’ora solare: 5 consigli per evitare lo stress

Spostare l’orologio un’ora indietro e tornare all’ora solare può mandare in tilt il nostro organismo per poche ore o, addirittura, sino a 3 settimane. Vi proponiamo 5 tips per non andare in affanno

Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre 2021 ci sarà il passaggio dall’ora legale a quella solare. Le lancette dovranno essere portate indietro di un’ora allo scoccare delle 3 di notte (quindi dalle 3 alle 2). Dormiremo un’ora in più e perderemo un’ora di luce al pomeriggio. L’ora solare resterà in vigore fino all’ultimo weekend del mese di marzo 2022: nella notte tra 26 e il 27 torneremo a spostare in avanti le lancette. 

Ma quali sono le conseguenze sul nostro organismo del passaggio all’ora solare?

Perdere un’ora di luce naturale e trascorrere più tempo con la luce artificiale comporta una minore disponibilità di serotonina (ormone della serenità e dell’attività mentale) e di vitamina D (che, oltre ad incidere sulla salute delle ossa, stimola la risposta immunitaria innata e il tono dell’umore in senso positivo) e allontana la produzione di melatonina, l’ormone che regola la qualità del sonno, dalla durata alla profondità.

E dal dormire male derivano, inevitabilmente, vari problemi: astenia, mancanza di concentrazione, irritabilità, calo dell’umore, alterazione della resilienza dello stress.

Con grosse ricadute su umore, fame, sonno, metabolismo e sistema immunitario.

Ora solare, possibili ricadute sulla qualità del sonno

“E non solo. A seconda della sensibilità del soggetto e delle condizioni che già manifestava prima del cambiamento” – spiega la dottoressa Monica Bossi, medico chirurgo specialista in medicina interna, medicina integrata e funzionale, nutrizione biologica e nutraceutica, membro del Comitato Medico di Pure Encapsulations – “questo difficoltoso riallineamento tra orologio biologico e ambiente potrebbe portare a soffrire maggiormente di depressione, di emicrania, avere conseguenze sulla salute metabolica, immunitaria ed epatica coinvolgendo miocardio (in alcuni casi) o tiroide. Spostare un’ora indietro l’orologio significa accelerare, forzando, il naturale assestamento del nostro organismo al cambiamento di disponibilità di luce progressivo tipico dell’autunno e al conseguente cambio dei ritmi fisiologici”.

E attenzione perché si rischia pure di ingrassare!

“Il difetto del sonno” – precisa Bossi – “oltre a non favorire la pulsatilità adeguata della leptina, l’ormone che regola la sazietà, porta anche ad un incremento della grelina, l’ormone diurno che stimola la fame, soprattutto di cose dolci”.

Come affrontare, quindi, e superare nel migliore dei modi questo periodo di passaggio?

Ecco 5 consigli utili:

La sera prima del ritorno all’ora solare, quindi la notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre, è consigliata una cena a base di carboidrati semplici non raffinati (ad esempio un piatto di riso o altri chicchi) con le verdure, oppure carne bianca, altrimenti frutta come prugne e banane o eventualmente un bicchiere di latte. Da evitare assolutamente carni rosse e primi con altre proteine animali.

Sempre la notte tra il 30 e il 31 è opportuno andare a letto un’ora prima in modo da dormire lo stesso numero di ore al quale si è abituati e non un’ora in più.

Prima di andare a letto può aiutare una doccia calda che predispone al sonno.

Bisogna invece evitare di svolgere attività fisica nelle ore serali.

Può essere opportuno, infine, per una durata che dipende dalle situazioni individuali di disequilibrio, l’utilizzo di supporti come gli adattogeni e i nutraceutici.

Ad esempio:

– la rodiola che assieme al magnesio eleva la soglia di resistenza a qualsiasi tipo di stress (su umore, energia, fame e tendenza ad ingrassare);

– la vitamina D che, soprattutto se presa prima di dormire, stimola la risposta immunitaria innata e il tono dell’umore in senso positivo, come si evince da studi sulla depressione nei paesi nordici per poca esposizione alla luce (fonte di normale attivazione di questa vitamina);

– le vitamine del gruppo B che attivano la funzionalità cerebrale e l’energia generale e metabolica, agendo quindi anch’essi sulla soglia di fragilità dello stress;

– l’ashwaganda che, associata a selenio e zinco, aiuta a contrastare la fragilità tiroidea e quella depressiva nei soggetti predisposti;

– gli omega 3 (DHA/EPA) che sono utili a favorire la plasticità cerebrale;

– alcuni sintomatici del sonno oltre che della modulazione dell’astenia nervosa correlata anche a suscettibilità del sistema nervoso, in generale con il gaba, il luppolo, la camomilla, la valeriana e la melatonina.

Redazione

Fonte: Ufficio stampa Edelman

Fonte immagini: Pexels e Pixabay

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