Violenza sulle donne

Violenza sulle donne, Adriana Pannitteri e un romanzo che sa di speranza

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Si celebra oggi la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ne abbiamo parlato con Adriana Pannitteri del tg1, autrice del romanzo “La forza delle donne

Non è la celebrazione di una giornata a cambiare la realtà, ma è importante cogliere l’occasione che questa ci dà per riflettere e provare a compiere azioni concrete. La Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle donne è una di queste occasioni.

Voluta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 17 dicembre 1999, la ricorrenza vuole sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema culturale e politico che ogni anno mostra numeri in crescita.

Perché la celebriamo?

La Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle donne si celebra in questa giornata per ricordare il massacro di 3 attiviste politiche dominicane, le sorelle Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, uccise il 25 novembre del 1960 per ordine del dittatore Rafael Leónidas Trujillo. Le donne furono violentate, torturate e uccise da alcuni militari. Per coprire l’omicidio e nasconderlo ai media fu poi simulato un incidente.

I numeri

Sono numeri avvilenti quelli che ogni giorno la cronaca ci propone. A oggi, in Italia, si conta un femminicidio ogni tre giorni. Il copione è sempre lo stesso. La donna viene uccisa da un uomo che non accetta la fine della loro relazione. E così, madri, sorelle, amiche vengono eliminate, considerate alla stessa stregua di oggetti senza valore.

Adriana Pannitteri e la forza delle donne

Proprio da un fatto di cronaca è partita la giornalista del Tg1 Adriana Pannitteri per scrivere il suo romanzo, “La forza delle donne” (Giulio Perrone Editore). Le protagoniste sono Maria Grazia, un’adolescente che sogna di diventare giornalista e Veronica, madre di una giovane che è stata assassinata dal compagno. A dimostrazione che la maggior parte dei delitti si consuma in famiglia e all’interno di una coppia. E in questi casi, la passione non c’entra mai.

«Collaboro con un’associazione di psichiatri che si chiama Netforpp con cui abbiamo portato avanti dei corsi di formazione sull’importanza del linguaggio – ha spiegato Adriana Pannitteri –. Parlare di delitto passionale ha poco a che fare con la realtà. Le passioni sono emozioni, un delitto no. Ho sempre deprecato la parola raptus.

Non ci si sveglia la mattina e si uccide. C’è un percorso interiore che purtroppo si è strutturato in tanti anni, all’interno del quale ci sono malattia e distruttività, che non nascono all’improvviso. Altrimenti vorrebbe dire che tutti noi siamo soggetti a un raptus perché siamo nervosi. Spieghiamo davvero cosa accade e facciamo attenzione a non banalizzare» ci ha raccontato.

Violenza sulle donne, il libro di Adriana Pannitteri

Le scarpe rosse

Il colore della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle donne è l’arancione, ma in Italia è il rosso a rappresentarla. Rosso come le scarpe che tornano in tanti allestimenti sparsi per il Paese, che rappresentano le vittime della violenza e del femminicidio.

Fu l’artista messicana Elina Chauvet a realizzare nel 2009 la prima opera, Zapatos Rojos. Realizzata in una piazza di Ciudad Juarez, la città con il più alto numero di donne uccise, per ricordare l’omicidio della sorella per mano del marito.

Ascolta l’intervista ad Adriana Pannitteri

Francesca Fiorentino

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Dorotea Rosso

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