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“Amore, morte e rock’n’roll”, 50 rockstar tra luci e ombre. Le storie dietro i miti

Ezio Guaitamacchi, giornalista e conduttore radio e tv, racconta i retroscena e i misteri attorno al mito di 50 star della musica rock scomparse tragicamente.

copertina libro

“Amore, morte e rock’n’roll”, Ezio Guaitamacchi, Hoepli

Vi siete mai chiesti per quale motivo John Lennon sia stato assassinato in quel lontano 8 dicembre 1980? Forse non sapevate che il suo killer si era incontrato con James Taylor poche ore prima dell’agguato al Dakota Building.

Questa è solo una delle storie raccontate nel libro del giornalista musicale Ezio Guaitamacchi, dal titolo “Amore, morte e rock’n’roll – le ultime ore di 50 rockstar: retroscena e misteri”.

Un libro che raccoglie e porta al lettore curiosità e aneddoti legati alla tragica morte degli artisti, spesso circondate da un alone di mistero o frutto di coincidenze assurde.

Come nel caso di George Michael che cantava “Last Christmas (I gave you my heart)” e poi proprio nel giorno di Natale è morto a causa di un attacco di cuore. Come dice Guaitamacchi: “Credo che nemmeno Stephen King poteva inventarsi una storia del genere”.

Il titolo “Amore, morte e rock’n’roll”: la spiegazione dell’autore

I tre elementi principali che accompagnano queste storie li troviamo già nel titolo del libro, come ci ha raccontato l’autore nell’intervista che trovate integrale qui di seguito…

Iniziando dalla fine, cioè dalla morte, il giornalista ha commentato che “è una parte della vita e le vite di questi artisti straordinari, che sono stati anche artefici di opere straordinarie, hanno visto spesso i loro ultimi momenti vissuti in modo straordinario, con finali di carriera o di vita eccezionali”.

Come David Bowie, l’uomo delle stelle che incide l’ultimo album chiamandolo “blackstar” (stella nera).

Il rock’n’roll è un comune denominatore di queste vite, e morti, eccezionali.

Come mai l’amore? Guaitamacchi ha sottolineato che non è solo per creare l’assonanza con la famosa triade degli anni 60/70 “sesso, droga e rock’n’roll”, ma anche perché “dietro queste morti ci sono grandi storie d’amore o totale assenza d’amore.

E’ la solitudine, secondo l’autore del volume, la complice che spesso accompagna queste tragiche scomparse. E poi spiega: “a Laurie Anderson (ndr. moglie di Lou Reed) devo l’idea di inserire l’amore all’interno di queste storie, perché lei mi disse una volta, nell’ambito di una conversazione, che “la morte può essere vista come l’espressione o la presa di coscienza di quanto amore provavamo per la persona che se n’è andata”.

Cioè, i sentimenti che proviamo nel momento della morte di una persona cara diventano il metro di giudizio per capire quanto amore provavamo per colei che se n’è andata, in modo proporzionale al dolore.

Le curiosità in “Amore, morte e rock’n’roll”

Il libro è il risultato di una vita di lavoro, di anni di interviste e di incontri che l’autore ha avuto con i protagonisti delle storie o con le persone a loro vicine: “Ci sono personaggi che non ho conosciuto direttamente. Ho conosciuto però le persone che stavano loro intorno, i loro amici e collaboratori. Parlo di Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, artisti che non ho avuto la possibilità di intervistare perché ero troppo piccolo quando loro se ne sono andati.

jim morrison

Jim Morrison

Ma ho avuto modo di parlare con il loro entourage, i loro collaboratori, i loro musicisti, i loro amici, i loro amori”. Una sorta di giornalismo investigativo, per riuscire a ricostruire i lati privati di personaggi di cui si conosceva solo la parte pubblica”.

“L’artista – scrive Enrico Ruggeri nella prefazione del libro  – è un personaggio fragile per definizione, vive questa dicotomia profonda tra il trionfo pubblico e a volte il fallimento nella vita privata” .

Come nel caso di Amy Winehouse, un’artista dal talento incredibile che nel 2011, a soli 27 anni, muore per abuso di stupefacenti, a Londra, in totale solitudine, come dice Guaitamacchi, “un po’ abbandonata e in assenza di amore”.

musicista

La solitudine dietro il mito

Infine lo scrittore ci raccontato un detto sulla morte, che recita: “Si dice che ogni uomo muoia tre volte: la prima quando il suo cuore cessa di battere, la seconda quando il suo corpo viene seppellito o cremato, la terza quando ci dimentichiamo della sua voce. In questo caso le voci degli artisti non verranno mai dimenticate”.

Voci di musicisti le cui opere resteranno indelebili nel patrimonio culturale mondiale.

Leggi anche il nostro articolo su un altro libro, esempio di giornalismo investigativo: “I giorni del Covid” di Matteo Manfredini

“I giorni del Covid”: un libro sulla pandemia che ha cambiato il mondo. Intervista a Matteo Manfredini, autore dell’inchiesta

Marco Lacava

Fonte immagini: Pixabay, Pexels

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