Il 21 e il 22 marzo, a Padova, si svolgerà la settima edizione dell’Italian Youth Forum, l’evento organizzato da AIGU – Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO
Esiste un legame tra benessere e patrimonio culturale? Qual è il punto di contatto tra i giovani di oggi e l’eredità del passato? Cercare una risposta concreta a queste e a molte altre domande è l’obiettivo del settimo Italian Youth Forum (IYF) che si svolgerà a Padova dal 21 al 23 marzo nelle suggestive cornici di Palazzo della Ragione, dell’Orto Botanico di Padova, dell’Oratorio di San Giorgio e del Centro Culturale San Gaetano che ospiterà l’Evening Event del 22 marzo durante il quale verrà esplorato il delicato equilibrio tra la conservazione del patrimonio e la sua capacità di migliorare la qualità della vita delle persone permettendo un dialogo intergenerazionale.

Organizzato dall’Associazione Giovani per l’UNESCO -ETS (AIGU), il forum sarà dedicato al tema “Patrimonio e Well-being” e rappresenta un’occasione per tutti i giovani che desidereranno parteciparvi di riunirsi e riflettere sulle potenzialità che il patrimonio che ci circonda possiede in termini di miglioramento della vita di comunità, della coesione tra persone e territori e della promozione del rispetto reciproco tra culture diverse.
Partendo dal concetto di Living Heritage, contenuto nella “Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale” del 2003 e passando per l’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 redatta dall’ONU “Città e Comunità Sostenibili”, l’evento permetterà di considerare sotto una nuova luce il Patrimonio, inteso come eredità culturale, immateriale e naturale per analizzarlo in relazione al concetto di Benessere. A tal fine, le tre giornate vedranno l’intervento di diversi stakeholders e la realizzazione di laboratori pratici finalizzati ad esaminare le connessioni tra patrimonio, ambiente, cultura e società in un’ottica di valutazione dei benefici trasversali di uno sviluppo sempre più sostenibile in sinergia con l’ambiente.
Ascolta il podcast con la nostra intervista a Gianluca Buonocore, Presidente AIGU
La prima giornata dell’Italian Youth Forum (21 marzo) avrà inizio alle 18.00 con una tavola rotonda dal titolo “Voci dal territorio a supporto del Patrimonio”, incentrata sull’esperienza locale. Alle 19.00 il Presidente AIGU Gianluca Buoncore e il Consiglio Direttivo apriranno ufficialmente l’Italian Youth Forum 2025. L’occasione vedrà la partecipazione della Prorettrice al Patrimonio artistico, storico e culturale dell’Università di Padova, Monica Salvadori e dell’Assessore alla Cultura del comune di Padova, Andrea Colasio che presenteranno il patrimonio culturale e i siti UNESCO della città.

Il giorno successivo, sabato 22 marzo, sarà dedicato alla realizzazione di tre workshop tematici, in cui i giovani, istituzioni e professionisti, rifletteranno sul patrimonio come benessere. «L’Italian Youth Forum è il più grande evento culturale giovanile organizzato in Italia – spiega Gianluca Buoncore, Presidente dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO- Saranno tre giorni molto intensi durante i quali tutti i soci di AIGU, provenienti da ogni parte della Penisola, si riuniranno per parlare di Patrimonio e Well-Being con speaker, professionisti e rappresentanti delle istituzioni.

Attraverso tavole rotonde, speech e laboratori attivi analizzeremo questo tema per capirne le potenzialità, le criticità, ma soprattutto per riuscire a formulare proposte di sinergia e conservazione innovative che nascano direttamente dai giovani.
A seguito dell’evento, le conclusioni a cui giungeremo verranno proposte direttamente alle istituzioni coinvolte. Una delle nostre mission è quella di trasferire ai giovani l’idea che il patrimonio culturale, ambientale e sociale del mondo è qualcosa di vivo, che non va subito, bensì considerato come materia viva da tutelare, vivere e tramandare.
Patrimonio è passato, è presente, ma è decisamente necessario che venga considerato anche futuro – sottolinea il presidente Buoncore, che conclude – Il nostro ruolo è dunque proprio quello di mantenerlo vivo, non renderlo un mero monumento da guardare con distacco, ma capire come i giovani possano iniziare sempre più ad interagire con esso, renderlo vivo, rinnovarlo, ma soprattutto trasmetterlo alle generazioni che verranno».
