fabio Strinati, poeta

Poeta, scrittore, musicista e conoscitore della natura – L’incontro con Fabio Strinati

Amante della sua terra e degli elementi naturali, Fabio Strinati ci svela i segreti di alcuni frutti antichi e poco conosciuti della Penisola

Nasce a San Severino Marche, in provincia di Macerata, nel 1983, e fin da bambino si mostra appassionato a tutti gli aspetti naturali della vita. Contadino, impegnato nel sociale, pianista, poeta e scrittore. Nel corso della sua carriera di compositore di poesie e scritti, ha collaborato con diverse case editrici, e ha pubblicato numerose raccolte, spesso accomunate dall’amore incontrastato per la terra, gli alberi, le piante e tutto ciò che di naturale e spontaneo si possa trovare nell’esistenza umana. Lo abbiamo intervistato per conoscerlo, e ci ha raccontato come la natura possa esserci di enorme aiuto nel conquistare il benessere, giorno dopo giorno.

La passione per la natura

La sua storia testimonia un cambiamento in atto da tempo, che ha come protagonisti  giovani adulti decisi a condurre una vita diversa dai propri coetanei, solo in apparenza contro corrente. Si, perché di ragazzi, giovani e più maturi, che decidono di dedicarsi al lavoro dell’agricoltore, all’impegno nel sociale, a tutti quegli ambiti che sembrano così lontani dalle logiche del profitto, ce ne sono sempre di più. Un ritorno alle origini, che potrebbe contenere una buona dose di saggezza e spontaneità, in un mondo che sembra sempre più spinto verso orizzonti materiali legati al guadagno.  

La vita in mezzo alla natura

Questo poeta marchigiano è uno degli esempi che dimostrano come stia crescendo una sensibilità nuova, una prospettiva differente, una consapevolezza che sempre più porta a considerare la scelta della campagna, dell’autoproduzione e dello stretto contatto con la natura, come un valore che può cambiare la vita in meglio.

«Coltivare la terra, significa “amare la terra”. Sentirne gli odori, dialogarci; nella terra, risiedono le storie del passato. Gli insegnamenti dei nostri avi. La mia scelta, è semplicemente frutto dell’origine» spiega.

Fabio, una parte della sua quotidianità è dedicata alla coltivazione. Di cosa, in particolare?

«Amo le piante e sono sempre stato curioso in quest’ambito. La mia attenzione è alla produzione del vino: un vitigno variegato, costituito da viti giovani e da viti meno giovani. Ma anche la produzione dell’olio. Molta della mia creatività in ambito agricolo la devo ai miei avi, in particolare al mio bisnonno, grazie al quale oggi posso preservare alcune varietà di mele che ormai sono dimenticate. Lo stesso vale per i nespoli, per i sorbi e gli azzeruoli, frutti che hanno proprietà nutrizionali e curative incredibili, e che non vengono nemmeno più citate da chi si occupa di alimentazione».

«Sono attratto dalla frutta e dalle stagioni – dice Fabio -,  utilizzo una tecnica di potatura non invasiva, una tecnica che amo definire della “nonviolenza”, dove ogni ramo viene trattato con cura, senza impartire ferite o traumi irrimediabili. In sostanza, apporto cure minime ma dal mio punto di vista essenziali. A questo alterno l’agricoltura naturale o del non fare, tecnica agricola nata negli anni ‘40 grazie alle idee di Masanobu Fukuoka, botanico, agronomo e filosofo giapponese. In questo modo, permetto che ogni cosa vada secondo natura il più possibile. Non vendo la mia produzione, ma ragiono in termini di baratto: se ho tantissime noci, condivido le mie noci con chi ne ha di meno, e così via».

Qual è la filosofia di vita che ha motivato le sue scelte?

«Sono sempre stato poco attratto dal cemento; mi inquieta, mi soffoca l’anima e lo spirito, oltre ad appesantire i miei polmoni. L’uomo è nato per essere libero e vivere in mezzo agli alberi, vicino al mare, o alla montagna, ma libero. Per me, poter stare a contatto con la natura è di importanza vitale, e amo sintonizzarmi con gli elementi naturali che mi circondano. Sono fermamente convinto che sia la mia dimensione, e non intendo rinunciarvi per alcun motivo».

Ascolta l’intervista integrale a Fabio Strinati

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Eva Franceschini

Fonte immagini: Pexels

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