ragazza che dorme

Pisolino, fa bene se dura meno di 30 minuti

Gli esperti sono concordi: fare un pisolino a metà giornata aiuta la memoria, l’elasticità mentale e aumenta il senso di orientamento. Con un’accortezza però: che la pennichella non duri oltre la mezz’ora

Niente più sensi di colpa per chi non riesce a fare meno del pisolino dopo pranzo. Gli esperti hanno sdoganato la pennichella elencandone i benefici: 

  • miglioramento dell’agilità mentale
  • maggiore senso dell’orientamento
  • conversazione più fluente
  • memoria più vivace. 

Spesso, venendo colti da sonnolenza dopo pranzo, si pensa che prendendo una bella tazza di caffè o una bevanda energizzante si risolva la situazione. In realtà, potendolo fare, meglio optare per un sonnellino ristoratore per aiutarti a potenziare il pomeriggio in modo produttivo.

Dal Providence St. Joseph Hospital, in California, arriva la conferma che questa abitudine soprattutto dei paesi caldi sia un ottimo momento per ottenere un po’ di tregua dagli affanni della giornata in quanto si adatta a un ciclo generale di sonno-veglia che la maggior parte delle persone sperimenta naturalmente.

Da uno studio condotto proprio negli Stati Uniti il pisolino è una parte sana del nostro ciclo del sonno. All’interno del nostro ciclo di sonno di 24 ore, si distinguono due fasi: una fase lunga che si verifica durante la notte e una fase più breve da 30 a 45 minuti nel pomeriggio.  

Secondo gli esperti invece di rischiare l’abuso di caffeina o di zuccheri sarebbe molto meglio cedere al nostro naturale periodo di sonno pomeridiano.

Perché dormiamo

Anche se potrebbe non sembrare così mentre sei solo sdraiato lì, in realtà il cervello lavora sodo. È il momento in cui viene elaborato tutto ciò che si è fatto durante il giorno e vengono rimossi i cosiddetti “prodotti di scarto” di cui non si ha più bisogno. Anche i muscoli fanno lo stesso: durante il sonno è quando i muscoli si rigenerano dopo un duro allenamento o il tuo corpo incorpora una nuova abilità che hai imparato in modo da essere più bravo il giorno dopo.

È anche un momento per il corpo di riparare le cellule che hanno bisogno di attenzione e generalmente pulire la casa per mantenerti sano. Pertanto, ottenere abbastanza sonno di alta qualità è fondamentale per la salute e il benessere generale.

Cos’è il ritmo circadiano

L’orologio naturale che regola il ciclo sonno-veglia viene detto ritmo cicardiano. I cambiamenti di luce segnalano al corpo quando è il momento di essere sveglio e quando è il momento di dormire. E uscire dall’equilibrio con questo ciclo naturale può aumentare il rischio di alcuni problemi di salute, come la demenza. Si ritiene che durante il sonno, il cervello essenzialmente tiri fuori tutto ciò che non serve: rimuove i prodotti di scarto e quella funzione consente al cervello di lavorare in modo più ottimale in futuro.

Tu che cronotipo sei? Leggi il nostro articolo.

I cambiamenti di routine, come il lavoro a turni e persino il cambio di ora che si verifica due volte l’anno quando ci si sposta tra l’ora solare e l’ora legale, possono far perdere l’equilibrio all’orologio interno. Questo cambiamento influisce sull’umore, sulle abitudini del sonno, sull’appetito e sugli ormoni.

Uno studio condotto su più di 2000 ultrasessantenni cinesi, ha rilevato performance cognitive “notevolmente superiori” in coloro che riposavano regolarmente, in confronto a chi dormiva solo di notte. Inoltre, secondo gli esperti, una breve pennica dopo pranzo può aiutare a recuperare una notte in bianco, come già evidenziato da studi precedenti.

Tuttavia è bene non esagerare: «Riposini lunghi e molto frequenti sono stati associati a scarse funzioni cognitive», emerge dallo studio. «Al contrario, riposini brevi (meno di 30 minuti) e frequenti (quattro volte a settimana) sono stati associati con una diminuzione dell’84% del rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer».

Un’altra differenza tra chi riposa e chi no è data dal livello di trigliceridi nel sangue: l’analisi ha infatti rilevato un livello notevolmente più alto (anche se nella norma) di trigliceridi, i grassi maggiormente presenti nel nostro sangue, negli ultrasessantenni che schiacciavano regolarmente un pisolino, rispetto a chi non dormiva. 

Questa scoperta va a complementare i risultati di altri studi secondo i quali il riposino rientrerebbe nei fattori di rischio di malattie cardiovascolari: per gli autori, i livelli maggiori di trigliceridi potrebbero essere dovuti al fatto che chi riposa regolarmente al pomeriggio tende a essere più sedentario (e sovrappeso).

Nell’attesa di maggiori studi che chiariscano una volta per tutte il ruolo della siesta per il nostro benessere psicofisico – a detta degli stessi autori dello studio dev’essere approfondita la causalità tra riposino e miglioramenti cognitivi – meglio non esagerare: il pisolino non deve superare la mezz’ora, in questo modo si recuperano le forze senza intontirsi e rischiare di posticipare l’ora di andare a dormire la sera.

Redazione

Immagine d copertina: Persone foto creata da diana.grytsku – it.freepik.com

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