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Immagine di pressfoto su Freepik

Compiti, basta far fatica, 4 consigli per aiutare i bambini nello studio

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Cosa fare per i nostri bambini quando non riescono a gestire bene i compiti a casa

Spesso, per i bambini e ragazzi, i compiti a casa sono una vera dannazione, e non sempre riescono ad uscirne da soli. A volte, genitori e fratelli sono investiti di questa sorta di ‘incarico’, e devono sostenere i piccoli studenti nello studio dopo scuola. Ecco qualche consigli per aiutarli a sviluppare autonomia e senso di responsabilità, senza fargli mancare vicinanza e aiuto.

Compiti a casa: sostenere l’autonomia

La prima cosa che dobbiamo tener presente se vogliamo essere un valido aiuto per nostri bambini, è la necessità di non sostituirci a loro: i compiti devono essere svolti in prima persona dagli studenti, dalla scuola primaria fino alla secondaria, e i genitori non devono eseguire esercizi di grammatica o problemi di geometria al posto loro.

Questo è un passaggio fondamentale per far sì che diventino autonomi, un po’ alla volta, e arrivino a gestire il tempo del pomeriggio nel modo più adeguato, senza dispersione di energia e risorse, e portando a termine tutti i compiti assegnati dai docenti.

Verificare ciò che è scritto sul loro diario o nel registro elettronico è cosa buona e giusta, ma è vietato confezionargli le lezioni per casa.

Renderli autonomi e fiduciosi: come aiutarli nei compiti

Aiutarli con gli schemi

Con l’avanzare dell’età dei bambini, i programmi scolastici e gli argomenti trattati diventano via via più complessi, e in molti casi gli schemi scritti sul quaderno possono essere di grande aiuto per sintetizzare i contenuti e memorizzarli meglio.

Sempre cercando di salvaguardare la loro autonomia, potete insegnargli a costruire degli schemi, usando colori diversi a seconda dei temi, elenchi puntati e frecce per collegare un periodo o un concetto ad un altro. In questo modo, per loro sarà molto più facile ricordare ciò che hanno studiato, ed esporlo con semplicità.

Essere disponibili all’ascolto

Non tutti i bambini e ragazzi sono uguali, e non tutti hanno le stesse capacità di gestire lo studio. La comprensione verso le loro difficoltà è molto importante, e li aiuta a non sentirsi frustrati né inferiori rispetto ad altri coetanei, magari più performanti. Quindi, se da una parte non si devono svolgere gli esercizi assegnati al posto loro, dall’altra non bisogna nemmeno mostrare indifferenza.

La responsabilità è importante, ma si consolida quando genitori e fratelli maggiori manifestano interesse per ciò di cui si occupano i piccoli studiosi: offrirsi per ascoltarli e interrogarli su ciò che hanno letto e studiato è un ottimo modo per assicurarsi la loro fiducia e farli sentire orgogliosi di ciò che fanno.

L’ingaggio vale anche per i piccoli, non solo per gli adulti: la voglia di studiare cresce di pari passo con le soddisfazioni, e la prima di queste è proprio quella di mostrare ai loro cari quanto sono capaci e bravi.

Essere disponibili all’ascolto

Una pausa con una merenda speciale

Per dare un altro stimolo ai bambini, durante lo studio, è importante anche ricordare che c’è il momento della merenda, in cui staccare la spina per un po’ e ricaricare le energie. Soprattutto per i più piccoli, che frequentano la scuola primaria, e hanno un’età che varia dai 6 ai 10-11 anni, una merenda succulenta come una fetta di torta o qualcosa che gli piace particolarmente è un ottimo motivo per impegnarsi a fondo nei compiti fin dall’inizio.

Leggi anche il nostro articolo ‘Bambini e hobby: 4 idee per il tempo libero

Fonte immagini: Freepik