Mariella Roberto creatrice di Giocareporter

Giocareporter, il giornalismo si impara a scuola

Si chiama Giocareporter ed è un ibrido a metà tra materia scolastica e gioco, inventato da Mariella Roberto, educatrice scolastica e giornalista. Scopriamo di cosa si tratta

Il suo campo d’azione al momento è il centro Qbhalò di Verbania, ma l’idea è quella di portare questa esperienza in tutte le scuole d’Italia.

Perché non è mai troppo presto per appassionarsi a una professione bella e difficile come il giornalismo. Soprattutto, non è mai troppo presto per imparare a leggere e interpretare la realtà, mai così complessa come in questi giorni. Lottando contro le fake news e favorendo invece uno studio critico della società.

giornalismo e scuola
Foto Unsplash

Mariella Roberto, Giocareporter e l’amore per il giornalismo

Perché ha deciso di lavorare a un progetto del genere? «Ho sempre avuto il sogno di fare la giornalista da piccola e mi è venuto spontaneo condividere coi bambini la bellezza di questo mestiere» ha raccontato ai nostri microfoni.

Anche e soprattutto per trasmettere a bambine e bambini l’etica di questo mestiere e aiutarli a diventare lettrici e lettori consapevoli. «Considero questo lavoro come una missione, come piantare un semino. Giocareporter è la mia creatura e lo vedo crescere. Spero di poterlo portare in altri luoghi, perché i ragazzi oggi vanno tutelati e protetti» ha continuato.

Come sono le sue allieve e i suoi allievi?

«Sono appassionati, mi stupiscono sempre, sono sul pezzo, dalla cronaca allo sporto. E questo mi fa sentire molto felice. Il nostro è un lavoro impegnativo ma quando li vedi entusiasti perché sanno che tra poco inizieranno la lezione di Giocareporter senti la vera soddisfazione».

Mariella Roberto il giornalismo a scuola
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Coltivare gli adulti del futuro

Dunque, Giocareporter di Mariella Roberto è un modo divertente di lavorare con le giovani generazioni. Che in questi ultimi anni hanno pagato il prezzo più alto. Tra pandemia e, oggi, la guerra.

«I giovani sono stati abbandonati e dobbiamo intervenire. Mi accorgo di quanto questo sia necessario perché vedo i miei allievi soddisfatti. Credo sia anche un orgoglio per i genitori, perché vedono i loro figli stimolati in maniera costruttiva» ha concluso Mariella Roberto.

Ascolta l’intervista completa a Mariella Roberto

Francesca Fiorentino

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