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Venezia 77, vince la voglia di ricominciare per far vivere il cinema

È già un’edizione storica per il Festival di Venezia, quella che è partita il 2 settembre scorso. Dopo 77 anni, infatti, la Mostra internazionale d’arte Cinematografica, primo festival a svolgersi in maniera tradizionale dall’inizio della pandemia, sta fronteggiando con il piglio giusto la nuova sfida di oggi: continuare a valorizzare i film e la cultura cinematografica, nonostante la grande incertezza causata dal Covid-19. Red carpet anomalo, ospiti tutti in mascherina, a partire dalla madrina Anna Foglietta, fino alla presidente di giuria Cate Blanchett e alla splendida Tilda Swinton, fresca vincitrice del Leone d’Oro alla carriera e protagonista della giornata di ieri assieme a
Pedro Almodóvar autore del corto La voce umana, liberamente ispirato al testo di Jean Cocteau.

«La Biennale sta affrontando il tema sicurezza con grande serietà, sia per quanto riguarda le misure per noi giornalisti che per il pubblico e per tutti quelli che saranno presenti. Questa attenzione mi dà tranquillità, ma comporterà problemi logistici non indifferenti. Dovremo essere pazienti, con la convinzione che presenziare una mostra in quest’anno sia un modo per dire che bisogna andare avanti e rimboccarsi le maniche» ci ha raccontato Paola Casella, giornalista, critico cinematografico e membro del comitato di selezione della Settimana Internazionale della Critica, sezione parallela del festival che si svolge dal 1984, dedicata agli autori e alle cinematografie emergenti.

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Festival di Venezia

Paola Casella, giornalista e membro del comitato selezionatore della SIC

Festival di Venezia, il giorno di Favino

Oggi in concorso la prima delle quattro opere italiane in lizza per il Leone d’Oro. Si tratta di Padrenostro di Claudio Noce, con Pierfrancesco Favino. Un film che racconta l’Italia degli anni ’70 e del terrorismo attraverso gli occhi dei bambini. Le altre pellicole tricolore in concorso sono Le sorelle Macaluso di Emma Dante, Miss Marx di Susanna Nicchiarelli e Notturno di Gianfranco Rosi, già vincitore del Festival di Venezia nel 2013 con il bellissimo documentario Sacro GRA. «I grandi assenti saranno gli americani e tutto l’estremo oriente, però vedo molte proposte interessanti dall’Europa e nomi rilevanti come Amos Gitai, il cui film (Laila in Haifa NdR) mi incuriosisce moltissimo» ha spiegato Paola Casella.

Guarda il trailer di Padrenostro

«Come mi incuriosisce il fatto che ci sia una notevole presenza femminile dietro la macchina da presa, sia nel concorso che a Orizzonti e nella Settimana della Critica. Il segnale è importante, ci sarà un’attenzione diversa per un punto di vista femminile. Inserire registe donne nel programma non vuol dire abbassare la qualità come molti avevano malignamente insinuato» ha aggiunto.

Tutti i film in concorso nella selezione ufficiale

In Between Dying di H. Baydorov (Azerbaijan)
Le sorelle Macaluso di Emma Dante (Italia)
The World to Come di Mona Fastvold (USA)
Nuevo Orden di Michel Franco (Messico)
Amants di Nicole Garcia (Francia)
Laila in Haifa di Amos Gitai (Israele)
And Tomorrow the Entire World di Julia von Heinz (Germania)
Cari compagni di A. Konchalovsky (Russia)
La moglie della spia di K. Kurosawa (Giappone)

I figli del sole di M. Majidi (Iran)
Pieces of a Woman di K. Mundruczo, con Shia LaBeouf e Vanessa Kirby (Canada)
Miss Marx di Susanna Nicchiarelli (Italia)
Padrenostro di Claudio Noce (Italia)
Notturno di Gianfranco Rosi (Italia)
Non cadrà più la neve di M. Szumowska e M. Englert (Polonia)
The Disciple di C. Tamhane (India)
Quo Vadis, Aida? di J Zbanic (Bosnia)
Nomadland di Chloé Zhao (USA)

La settimana della critica

In qualità di selezionatrice dei film presentati alla Settimana della Critica, assieme a Giona A. Nazzaro, Simone Emiliani, Beatrice Fiorentino e Roberto Manassero, Paola Casella ha ben chiara la qualità delle opere scelte.

«I livelli sono altissimi. Segnalo il film italiano che è Non odiare che vede Alessandro Gassman in una prova notevole. Poi suggerisco Bad Roads della regista ucraina Natalya Vorozhbit, una bravissima regista teatrale che debutta dietro la macchina da presa con un testo che era stato già rappresentato a Londra e che parla di guerra dal punto di vista femminile» ci ha detto.

Guarda il trailer ufficiale di Non odiare

«Altro titolo è il danese Shorta che inizia con il ginocchio di un poliziotto sopra al collo di un trattenuto di colore che dice non riesco a respirare. Il film è stato girato un anno fa, ben prima delle polemiche legate al #blacklivesmatter e che ha saputo anticipare i tempi, parlando del rapporto tra polizia e cittadini» ha poi concluso.

Il Festival di Venezia in pillole
  • La madrina del Festival di Venezia è Anna Foglietta. Spetterà a lei condurre le cerimonie di apertura e chiusura.
  • Per la prima volta nella storia, la cerimonia d’apertura è trasmessa in streaming nelle sale cinematografiche italiane.
  • Il Leone d’oro alla carriera è stato attribuito anche alla regista cinese Ann Hui.
  • L’attrice inglese Tilda Swinton nel discorso di ringraziamento per il suo Leone d’Oro alla carriera ha reso omaggio al compianto attore di Black Panther, Chadwick Boseman.
Ascolta l’intervista con Paola Casella

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Francesca Fiorentino

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